Calolziocorte, morto imprenditore schiacciato da uno scaffale in azienda

L’incidente si è verificato lunedì pomeriggio. I soccorritori hanno solo potuto constatare il decesso.

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Lecco

Schiacciato dallo scaffale che stava montando nell’azienda di famiglia. È morto così, nella ditta che amava la E.V.B srl di via Cantelli, Roberto Butti, 72 anni, noto e stimato imprenditore calolziese. Esponente di una famiglia molto apprezzata e benvoluta nel territorio: il fratello Giuliano è titolare di un’altra grande azienda la Butti srl di Cisano Bergamasco che si occupa di progettazione e realizzazione di attrezzature e soluzioni per la movimentazione, il contenimento e lo stoccaggio dei materiali, e l’altro fratello Sergio ,è stato presidente del Cai di Calolzio.

Il dramma si è verificato lunedì pomeriggio, ma la triste notizia ha preso a diffondersi martedì mattina, sollevando commozione e dolore.

La tragedia si è consumata poco prima delle 16, nel reparto saldatura del capannone di via Cantelli, della “Eredi Vincenzo Butti” . Un’azienda nata nel 1960, che si è imposta sul mercato della produzione di carpenteria metallica e realizza prodotti di qualità per lavorazioni meccaniche e componenti metallici per l’edilizia. Roberto Butti era in pensione, ma appena aveva l’occasione, tornava nell’azienda ora in mano al figlio Marco Butti. Proprio il figlio, che lunedì si trovava in ufficio, ricostruisce quei drammatici momenti: «Papà era in pensione, ma non riusciva a stare fermo, a stare lontano da quella che era la sua creatura. Quando poteva veniva a guardare a fare un giro. E lunedì si è messo a montare uno scaffale».

Poi il figlio e i dipendenti hanno sentito un forte rumore.

«Siamo accorsi tutti e abbiamo visto mio padre sotto al grosso scaffale. Insieme ad alcuni dipendenti ho sollevato la struttura. Ho provato anche con le manovre di rianimazione, ma il trauma da schiacciamento non gli ha lasciato scampo».

Nello stesso momento è stato lanciato l’allarme alla centrale operativa del Servizio regionale di emergenza e urgenza è partita la mobilitazione. Nell’area industriale di Calolzio sono giunti un’ambulanza della Croce Rossa di Lecco, l’auto con a bordo il medico, i Vigili del fuoco di Lecco e i Carabinieri della stazione di Calolzio. I soccorritori sono subito intervenuti, ma il medico ha potuto solo constatare il decesso. A quel punto sono partite le procedure del caso di infortunio sul lavoro. Sono giunti anche i tecnici di Ats Brianza. È intervenuto anche il magistrato di turno e solo intorno alle 21 la salma è stata rimossa, ma è stata posta a disposizione dell’autorità giudiziaria per essere sottoposta ad accertamenti necessari a ricostruire la dinamica dell’incidente mortale.

Anche il reparto di saldatura della “E.V.B srl” è stato posto sotto sequestro.

La notizia della tragica morte di Roberto Butti, 72 anni, ha colpito la comunità di Calolzio come un macigno, sollevando dolore e commozione. Butti, come il resto della famiglia, era molto conosciuto e ben voluto. I fratelli Giuliano titolare della Butti srl di Cisano Bergamasco e Sergio ,che è stato presidente del Cai di Calolzio.

Roberto Butti è ricordato in città come un bravo imprenditore e come una persona generosa. Quando un’associazione, una parrocchia o un ente aveva bisogno di una mano, Butti era sempre pronto a donare con il cuore.

Il figlio Marco Butti, che aveva preso le redini dell’azienda di famiglia aperta nel 1960, ricorda il padre: «L’azienda era la sua creatura, non riusciva a starle lontano». L’altra passione di Butti, che condivideva con il figlio, era quella per le moto da cross: «Abbiamo un moto club, il “BBR off road”. Abbiamo iniziato per gioco, insieme, prima aiutando i piloti facendo assistenza in pista, poi piano piano abbiamo fondato il nostro club e adesso facevamo i campionati regionali e italiano». Oltre al figlio, Butti lascia la moglie Olga.

Grande il cordoglio che arriva anche dal mondo imprenditoriale. Marco Bonaiti consigliere comunale di maggioranza e imprenditore ricorda: «Roberto era uno di quegli uomini per i quali una stretta di mano vale più di mille parole. Era quegli uomini di una volta, fatti di lavoro, sacrifici e parola data. Con ancora tanta fame, tanti progetti e tanti sogni da realizzare e questi sogni glieli potevi leggere negli occhi».

Alessandro Rigamonti, della Termoidraulica Rigamonti a nome della famiglia afferma: «La notizia ci ha sconvolti e siamo ancora increduli. Non ci sono parole. Ma vogliamo ricordare a tutti che Roberto era una persona squisita che aiutava e aveva aiutato in molti modi, diverse persone. Siamo vicini alla moglie Olga e al figlio Marco».

Al momento non è stato possibile fissare la data del funerale, la salma infatti è a disposizione dell’autorità giudiziaria per poter effettuare tutti gli accertamenti necessari a costruire l’esatta dinamica dell’infortunio mortale.

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