Cronaca / Circondario
Sabato 13 Giugno 2026
Lecco-Bergamo, il Comitato chiede di annullare la scelta del tracciato
Diffida a Simico e al commissario straordinario: «La soluzione individuata presenta criticità tecniche, urbanistiche e viabilistiche non adeguatamente considerate».
Lettura 1 min.Calolziocorte
Diffida alla società Simico ad annullare in autotutela il decreto del 10 novembre 2023 che ha scelto la soluzione 1, ritenuta «prevalente», vale a dire preferita, per la realizzazione della variante alla SS 639 lotto San Gerolamo. È stato lo stesso Paolo Cola, presidente del Comitato per una diversa Lecco-Bergamo, a illustrare le motivazioni che qualche settimana fa, prima dell’aggiudicazione della progettazione, hanno spinto il comitato a diffidare Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico e commissario straordinario per la Lecco-Bergamo, oltre al ministro alla Infrastrutture Matteo Salvini, chiedendo l’annullamento del decreto di tre anni fa. Quel documento dice sostanzialmente che la soluzione 1, quella cioè che ricalca in buona parte il tracciato individuato dalla Provincia di Lecco nel 2012, è quello preferito, e incarica Anas di sviluppare il progetto. In realtà, ha ricordato Cola, «la soluzione 1 è stata scelta soltanto da Provincia di Lecco, Regione Lombardia e Comune di Calolziocorte. Il Comune di Lecco aveva indicato la soluzione 3, quella che passa a monte, sopra alla città. Tutti gli altri enti, invece, non si sono espressi». Inoltre, Anas aveva evidenziato una lunga serie di criticità legate alla soluzione 1: dalla demolizione di una decina di edifici agli effetti di subsidenza su 31 immobili circostanti, dalle interferenze con la ferrovia all’elevato rischio di sforamento dei tempi, per finire con la problematica dell’allagamento dello sbocco sud e la mancanza di uno studio del traffico aggiornato. Invece, la scelta del commissario viene motivata da una quarantina di premesse, molte delle quali, però, secondo il Comitato, sono contraddittorie e illogiche. Si comincia dalla scelta di Anas, che indica chiaramente di preferire la soluzione 3. Si procede poi con la richiesta, da parte di funzionario regionale, di documenti riguardanti la compatibilità idraulica dell’opera, mai consegnati. Proseguendo, Cola ha osservato come Regione Lombardia, motivi la propria scelta sostenendo «certezza dei tempi e dei costi», quando invece Anas sottolinea come la soluzione 1 presenti alte probabilità di rischio per imprevisti connessi agli scavi. Il Comune di Calolziocorte contraddice sé stesso: pur avendo indicato come preferibile la soluzione 1, afferma che sarebbe stato utile approfondire un tracciato a monte. Sempre Calolziocorte inoltre solleva la problematica del traffico, evidenziando il forte rischio di spostare soltanto in avanti gli incolonnamenti, poiché la variante è parziale, fermandosi ben prima del ponte Cantù. Un’altra criticità importante riguarda il mancato coinvolgimento di RFI, nonostante il tracciato passi sotto la linea ferroviaria. Insomma, una serie di criticità particolarmente importanti, di cui il commissario pare non avere tenuto conto. Alla luce di tutto ciò, il Comitato chiede «di approfondire la fattibilità tecnico-economica di una diversa ipotesi di tracciato che preveda la revisione degli ingressi attuali e il completo attraversamento della città a monte».
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