Morte di Luisa Spreafico, il caso arriva in Parlamento: interrogazione sui tempi della giustizia

A quasi due anni dalla morte di Luisa Emilia Spreafico, investita lungo la strada provinciale in direzione Bartesate nel maggio 2024, il procedimento penale non è ancora approdato a una richiesta di rinvio a giudizio. La vicenda finisce ora in Parlamento con un’interrogazione dell’onorevole Maria Chiara Gadda

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Galbiate

Aspettando la risposta della giustizia, a due anni dalla morte di Luisa Emilia Spreafico, 69 anni, investita da un’automobile a Galbiate il 24 maggio 2024. Il caso, che vede indagata la donna di 63 anni al volante per omicidio stradale e il marito di lei per favoreggiamento, finisce in Parlamento con un’interrogazione promossa dall’onorevole di Italia Viva Maria Chiara Gadda, nella quale si sottolinea il fatto che, “a quasi due anni di distanza, e nonostante numerosi accertamenti tecnici condotti dalla procura, non risulta a oggi esercitata l’azione penale. Al contrario, il connesso procedimento civile per il risarcimento del danno ha già avuto la prima udienza a gennaio 2026”.

L’onorevole Gadda, pertanto, chiede nell’atto da lei sottoscritto se il Ministro della Giustizia ”sia a conoscenza dei fatti esposti e quali elementi informativi intenda acquisire, nel rispetto dell’autonomia della magistratura, sui tempi di trattazione del procedimento penale relativo alla morte della signora Spreafico”, e quali siano “i dati relativi alla dotazione organica di magistrati e personale amministrativo degli uffici giudiziari del circondario di Lecco, e quali iniziative intenda assumere per garantire risorse adeguate alla ragionevole durata dei processi”.

Il reato di omicidio stradale, introdotto nel 2016, è concepito - ricorda l’esponente politica di Italia Viva - per “assicurare una risposta tempestiva a condotte di particolare gravità, risposta che la dilatazione dei tempi delle indagini rischia di vanificare con grave pregiudizio per le persone offese”.

In effetti, a proposito dell’inchiesta sulla morte di Luisa Emilia Spreafico, non risulta sia stato depositato, o quanto meno notificato ai familiari della vittima, neanche l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Gli accertamenti sono stati scrupolosi, e condotti con una perizia che ha delineato un quadro probatorio grave, relativamente alla donna al volante che in un primo momento si è allontanata dopo aver investito la vittima (che è rimasta a lungo agonizzante) e il marito di lei che avrebbe cercato di alterare le prove dell’impatto sulla Mercedes Classe A condotta dalla moglie. Da quanto emerso, non è escluso che gli indagati stiano trattando per il patteggiamento.

Luisa Spreafico camminava lungo la strada provinciale in direzione Bartesate, ed era stata sbalzata cadendo in una scarpata sottostante, dopo essere stata colpita dalla donna al volante che, priva di telefono in quel momento, si era allontanata andando a casa per chiamare il marito 65enne.

A gennaio si era tenuta, invece, la prima udienza per trattare l’aspetto civilistico del risarcimento del danno, ma, da quanto appreso, gli atti della causa hanno cambiato ufficio per il trasferimento di due giudici e per questo sarebbe ancora lontana dall’essere definita.

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