Cronaca / Circondario
Lunedì 29 Giugno 2026
Ruba i soldi di papà e fratello disabile per fare la bella vita
Nei guai un 66enne svizzero domiciliato a Valmadrera. Sottrtati in due anni oltre 100mila euro
Lettura 1 min.Valmadrera
Il denaro del padre ricoverato in geriatria e del fratello disabile utilizzati per pagarsi qualche vacanza al lago, o al mare, o per levarsi “qualche sfizio” legato ai suoi hobby, il modellismo, i droni, il quad. Soldi che invece avrebbe dovuto gestire nell’interesse dei familiari, di cui era amministratore di sostegno.
L’accusa contestata a un 66enne nato in Svizzera, ma con domicilio a Valmadrera è peculato, di cui l’uomo deve rispondere davanti ai giudici del tribunale di Monza, visto che i reati contestati sarebbero avvenuti nel comune di Giussano. La somma sottratta indebitamente sarebbe di oltre centomila euro nell’arco di due anni, a partire dal 2017 fino al 2019 compreso. Periodo in cui ha avuto a disposizione il patrimonio del padre, oggi ultranovantenne, che in quell’arco temporale è stato ricoverato a causa di problemi di senilità, che poi si sono risolti, Nello stesso periodo di si è occupato del anche fratello, vicino all’imputato nell’età, prima che il giudice tutelare di Monza gli revocasse l’incarico per poi nominare altri due amministratori di sostegno.
Ora le due parti offese - padre e il fratello dell’imputato - si sono costituite parti civili nel processo, assistiti dagli avvocati Martina Morelli e Emanuele Regondi. A presentare querela, nel 2023, è stato il padre dell’imputato davanti ai carabinieri di Giussano. Negli anni in cui sarebbero stato commesso il reato, l’imputato aveva preso in mano anche la ditta di stampaggio e vendita di materiale plastico amministrata dal padre, con risultati ritenuti dal denunciante “pessimi per i conti dell’azienda”. Con il passare del tempo le condizioni di salute dell’anziano sono decisamente migliorate, tanto che, dopo l’iniziale nomina di un altro amministratore di sostegno, nel 2023 l’autorità giudiziaria ha revocato il provvedimento, rimasto invece per l’altro figlio, passato sotto l’amministrazione di un professionista esterno. L’anziano ha quindi voluto denunciare il figlio che, invece, sostiene di avere utilizzato il denaro per i bisogni dei familiari. Il processo, alle battute iniziali, è stato rinviato a settembre. Federico Berni
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