Cronaca / Circondario
Martedì 21 Aprile 2026
Spaccio tra Calolzio e Lecco, sette indagati davanti al gip: al via l’interrogatorio preventivo
Sette persone, tra i 27 e i 43 anni, sono comparse davanti al gip per un interrogatorio preventivo nell’ambito di un’indagine su presunto spaccio di hashish e marijuana tra Calolziocorte, Lecco e Carnate. Per alcuni la procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere, per altri misure meno afflittive
Calolziocorte
Sette indagati, tutti di nazionalità nigeriana e gambiana, attivi, secondo la procura, nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti tra Calolziocorte e Lecco. Sono comparsi davanti al gip Gianluca Piantadosi per essere sottoposti all’interrogatorio preventivo. Un istituto – quest’ultimo – che rappresenta una novità introdotta dall’ultima legge Nordio in tema di misure cautelari.
Gli indagati, di età compresa tra i 27 e i 43 anni, sono arrivati accompagnati dai propri difensori. Secondo quanto emerso devono rispondere di vari episodi di spaccio di droghe leggere, in particolare hashish e marijuana, che avrebbero avuto luogo soprattutto nel comune di Calolzio, ma anche in quello di Lecco e, in misura minore, nella zona di Carnate, nel monzese. Le zone scelte e finite nel mirino delle indagini condotte dalla procura erano quelle a ridosso delle stazioni ferroviarie.
Per alcuni di loro, il pubblico ministero titolare del fascicolo ha richiesto l’applicazione della misura più afflittiva, ossia la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri pende la richiesta di misure più leggere, come il divieto di dimora nel territorio della provincia di Lecco. Una volta terminati gli interrogatori – durante i quali alcuni degli immigrati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere – il giudice si è riservato la decisione.
L’interrogatorio preventivo è dunque una novità del codice di procedura penale e anticipa il contraddittorio tra giudice e indagato, prima della possibile adozione di misure restrittive personali. Un momento di contraddittorio anticipato, in sostanza, che prevede l’inversione dello schema ordinario che prevede l’emissione della misura cautelare seguita dall’interrogatorio di garanzia. Non si applica quando si ravvisi il pericolo di fuga o di inquinamento probatorio, e in casi di delitti come per esempio i reati da codice rosso, o di criminalità organizzata o commessi con l’utilizzo di armi.
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