Omicidio a Colico, il racconto dei vicini di casa «Botte anche in strada»

Testimonianze Non era la prima volta che padre e figlio venivano alle mani «Spesso interventi di carabinieri e Polizia. Situazione grave da tempo»

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Colico

Non ha sorpreso più di tanto gli abitanti della via alla Fontana Vecchia, nella frazione collinare di Curcio, a Colico, l’epilogo tragico che si è verificato due sere fa. Il genitore, Vincenzo Menna, 83 anni ben portati, origini campane, che uccide con un coltello da cucina al figlio Christian, 49 anni. Il genitore sarebbe stato colpito al volto da un violento ceffone e, a quel punto, non ci ha visto più.

«Qui era un continuo via vai di pattuglie delle forze dell’ordine - racconta una donna - per i ripetuti litigi in famiglia e le minacce anche al di fuori. In tanti non ne potevano più di questa situazione di invivibilità della nostra bella contrada. Il figlio diventava molto aggressivo quando beveva parecchio e, forse, non si limitava al bere. Ma in fabbrica, una qui della zona, pare non abbia mai dato problemi. Non voleva perdere il lavoro evidentemente. Comportamento sempre irreprensibile sul lavoro da carpentiere».

E la signora aggiunge: «Soltanto una ventina di giorni fa sono arrivate anche le pattuglie della Polizia Locale. La zuffa è arrivata in strada. E alcuni agenti tenevano a freno il genitore, un passato da custode in un condominio prima della pensione, che mostrava una vistosa ferita sulla schiena, mentre altri agenti fermavano l’irruenza del figlio. Non si poteva andare avanti a lungo così. Da quando sono venuti a vivere qui, trasferitisi oltre 30 anni fa, forse 40, da un grosso centro dell’hinterland di Milano ci sono sempre stati problemi di vicinato».

Un’altra famiglia che chiede assolutamente di mantenere l’anonimato racconta, a poca distanza dal luogo della tragedia famigliare: «Passava a volte Christian sulla strada, mentre accompagnava a fare un giro un piccolo cane. A noi, sinceramente, non ha mai creato problemi. Ci si salutava e basta, non si andava però oltre. Tuttavia, un giorno, mi ha chiesto alcuni fiori del mio giardino che voleva regalare alla sua mamma e non ci siamo rifiutati di donarli per quel gesto che ritenevamo gentile nei confronti della donna».

Una pensionata ci fornisce la sua testimonianza, ma a patto che non si rivelino le sue generalità: Io spesso sto con le finestre chiuse per l’afa opprimente e non sentivo, pertanto, le grida che alcune amiche mi dicevano provenire da quell’alloggio. Un giorno ho incontrato padre e figlio mentre insieme spingevano il carrello della spesa al vicino supermercato».

C’è una coppia di turisti che abita ad alcune centinaia di metri dal luogo del delitto.

«Sabato sera, in effetti, abbiamo sentito il suono di diverse sirene di ambulanze e probabilmente di pattuglie dei carabinieri - dichiarano Marco Rossi e la moglie Raffaella Fumagalli, arrivati da Lecco per trascorrere un periodo di vacanze nella casa di famiglia in contrada Curcio - ma non ci abbiamo dato troppo peso. Anche perché presto siamo andati sul lungolago a Colico, in quanto c’erano delle belle iniziative e, al nostro ritorno, non abbiamo saputo dell’accoltellamento».

Un residente nella bella frazione vuole esprimere parole di vicinanza per l’anziano padre assassino.

«Ha finito di soffrire quel povero uomo - afferma Flavio Lometti - e ora dovrà pure pagarsi un avvocato per difendersi dalle accuse. Sono convinto che avrà colpito il figlio in un atto di legittima difesa perché Christian era molto aggressivo, in particolare quando alzava il gomito. I carabinieri alla loro casa arrivavano spesso».

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