Seconda casa sul lago: Varenna resta la regina della sponda lecchese
Turismo Valore giudicato di poco inferiore a Bellagio Invernizzi: «Non c’è crisi, ma è un anno di passaggio». In Valsassina cresce la figura del “property manager”
Lettura 1 min.Varenna
L’interesse per le seconde case continua a sostenere il mercato immobiliare delle principali destinazioni turistiche italiane. Secondo l’analisi di Immobiliare.it Insights, le località lacustri si confermano mediamente più accessibili rispetto alle mete di mare e montagna, pur con alcune eccezioni di prestigio. Sul Lago di Como, Bellagio registra un valore medio di circa 775mila euro, mentre Varenna si colloca poco al di sotto. Numeri che confermano la solidità del comparto e trovano riscontro anche nell’andamento del mercato lecchese, dove il turismo continua a rappresentare un importante motore di valorizzazione del patrimonio immobiliare.
Dietro ai dati, però, si sta delineando una fase diversa rispetto agli ultimi anni. A sottolinearlo è Maria Luisa Invernizzi, presidente dell’associazione Ospiti per casa on Como Lake, che descrive il 2026 come una stagione di assestamento più che di rallentamento: «Turisti, in giro, ce ne sono e le strutture sono tutte operative, almeno quelle dei nostri associati. Qualcuno registra qua e là dei periodi liberi che negli anni scorsi non si vedevano, ma non parlerei di crisi. È piuttosto un anno di passaggio, di osservazione e analisi», spiega.
Secondo Invernizzi le ragioni sono principalmente due: da una parte, il contesto internazionale, che influenza alcuni mercati esteri; dall’altra, la crescita dell’offerta ricettiva sul versante lecchese del Lago di Como. «Sono aumentate parecchio le case vacanza e quindi oggi c’è molta più concorrenza e questo inevitabilmente modifica gli equilibri del mercato».
Proprio l’aumento delle strutture rappresenta uno degli elementi più significativi della stagione. Un’espansione che, secondo la presidente dell’associazione, richiede però una distinzione sempre più netta tra chi gestisce gli immobili come vera attività economica e chi invece affitta una seconda casa in forma occasionale o familiare.
«Le differenze stanno diventando sempre più evidenti. Chi lavora in forma imprenditoriale segue logiche precise, con investimenti e obiettivi ben definiti. Diversa è la situazione di chi gestisce uno o due appartamenti di famiglia e ha aspettative differenti». È proprio in quest’ultimo segmento che iniziano a emergere alcune trasformazioni. Non tanto per difficoltà del mercato, quanto per l’evoluzione delle esigenze familiari.
«Ci sono soci che hanno chiuso l’attività perché il figlio è andato ad abitare nell’appartamento che prima veniva affittato ai turisti, osserva Invernizzi.
Nel frattempo continuano invece a crescere le realtà gestite da property manager, soprattutto nelle aree dell’entroterra: la Valsassina rappresenta uno degli esempi più evidenti. “Qui stanno nascendo moltissime case vacanza e locazioni turistiche. Molti appartamenti che erano chiusi da anni stanno tornando sul mercato grazie ai property manager», chiosa Invernizzi .
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