Cronaca / Lecco città
Venerdì 27 Febbraio 2026
Crollo della ruota: “Colpa solo del vento”
La procura ha chiesto l’archiviazione del caso, escludendo negligenze nel montaggio. Il disastro sarebbe stato causato dal forte vento che ha colpito la città.
Lecco
Fischia il vento, infuria la bufera. Di sicuro soffiava forte il 21 giugno 2025. Talmente impetuosa, la bufera di quel giorno di inizio estate che di “bella stagione” non aveva nulla, da far schiantare al suolo la ruota panoramica sul lungolago, in Riva Martiri delle Foibe, sotto i colpi delle raffiche che imperversavano sulla città, assieme alla pioggia. E ora sembra che le responsabilità di quel crollo siano effettivamente da imputare solo alle condizioni meteo avverse, dunque al forte vento di quel pomeriggio, e non a mancanze o negligenze nel montaggio della struttura turistica che, nel momento in cui si era quasi accartocciata in riva al lago, era fortunatamente vuota. A questa conclusione, infatti, secondo quanto riferito da fonti legali, è arrivata la procura, alla luce di quanto emerso da una consulenza tecnica per capire cosa abbia originato la caduta dell’attrazione turistica. Gli inquirenti, infatti, avrebbero chiesto l’archiviazione del procedimento (il fascicolo è affidato al pm Simona Galluzzo), che ipotizzava il reato di disastro colposo. Non sarebbero emerse dunque delle lacune nell’installazione o comunque sul piano del rispetto delle normative in tema di sicurezza. L’evento, invece, sarebbe stato originato dalle condizioni climatiche estreme, sicuramente di portata eccezionale, anche se le cronache recenti dimostrano una frequenza sempre maggiore di fenomeni di questo tipo sul territorio lombardo e non solo. Iscritti nel registro degli indagati ci sono la rappresentante dell’impresa intestataria della ruota, Antonella Musso, e il collaudatore della stessa, Graziano Minero, assistiti rispettivamente dagli avvocati Alberto Ferraresi e Carlo Boggio Marzet, per i quali si prospetta adesso una possibile archiviazione del caso, anche se l’ultima parola spetta ora al giudice per le indagini preliminari.
Gli accertamenti dei tecnici miravano a verificare gli ancoraggi della stessa al suolo, la loro tenuta e lo stato di conservazione, oltre che, in generale, le condizioni di sicurezza relative all’impianto di divertimenti, installato proprio in faccia al lago, come negli anni precedenti. Qualche giorno dopo il fatto, i consulenti si erano presentati per il sopralluogo sul posto.
A proposito del biellese Graziano Minero, invece, era emerso il suo nome anche relativamente a un’inchiesta su un presunto giro di mazzette versate da alcuni giostrai per ottenere false certificazioni e permessi in Piemonte. Lo stesso uomo, all’epoca, risultava sotto accusa per omicidio colposo, assieme ad altri imputati, in relazione alla tragica fine di Ludovica Visciglio, una ragazzina di 15 anni morta durante un giro su un Tagadà, un’attrazione montata in un parco divertimenti in provincia di Novara, e posizionata troppo vicino a degli alberi. Contro una di queste piante, infatti, andò a sbattere l’adolescente, il 12 marzo 2022, il giorno del suo compleanno
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