Cronaca / Lecco città
Martedì 04 Agosto 2026
Nasce CrowdFarming, rete di produttori locali in Brianza
Il progetto, nato nel 2022 con «L’Alveare che dice Sì» e coordinato da Giacomo Brambilla, mette in rete aziende agricole del territorio e clienti attraverso un unico hub di distribuzione, valorizzando qualità, filiera corta e giusta remunerazione dei produttori.
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La prima intuizione l’aveva chiamata «L’Alveare che dice Sì»: un richiamo non diretto al mondo delle api, quanto alla loro organizzazione, articolata e diffusa, in grado di convogliare sul progetto piccoli produttori agricoli che faticano a stare al passo. Il cuore del progetto è infatti la creazione di una rete di produttori locali selezionati, i cui prodotti vengono raccolti in un unico hub logistico, dove il gestore prepara le cassette ordinate online dai clienti, pronte per il ritiro nei punti di distribuzione.
Dopo il battesimo del 2022, grazie a una significativa crescita sul territorio, sia in termini di adesioni sia di fatturato, garantito da un numero sempre maggiore di clienti, si è spostato sulla piattaforma «CrowdFarming», ma la sostanza e l’anima del progetto sono rimaste intatte. «L’obiettivo che mi ero posto era fare in modo che anche paesi piccoli come Dolzago e i comuni limitrofi potessero avere un accesso semplice al cibo locale, senza lasciare i cittadini soli nella ricerca dei singoli produttori, ma creando un punto unico di distribuzione», racconta con entusiasmo Giacomo Brambilla, ideatore e gestore locale del servizio. Entrare nella rete dei produttori, candidandosi attraverso il portale, è possibile, ma solo dopo una selezione che verifichi il rispetto di precisi criteri qualitativi e delle pratiche biologiche di coltivazione. La piattaforma mette a disposizione l’infrastruttura digitale, il produttore decide quali prodotti vendere e a quale prezzo, mentre Brambilla seleziona le aziende aderenti, si occupa della promozione, raccoglie i prodotti presso ciascun produttore, prepara le cassette ordinate e le distribuisce ai clienti. Il modello economico apre una nuova via: il 75 per cento del prezzo finale viene riconosciuto direttamente a chi produce, mentre il restante 25 per cento remunera la piattaforma e il coordinamento sul territorio.
«Nei grandi centri vendita, invece, all’azienda agricola resta spesso solo tra il 5 e il 10 per cento del valore finale». È proprio questa la filosofia che accompagna il progetto e ne costituisce il principale punto di forza: «Le persone cercano prodotti di qualità, ma si stanno interessando sempre di più anche al modo con il quale vengono realizzati e all’impatto che le scelte alimentari hanno sul territorio e sull’ambiente. Una valutazione prettamente economica ci porterebbe a considerare il biologico e il chilometro zero come prodotti più costosi. In realtà, se si includono i sussidi pubblici alle filiere intensive, i costi ambientali e quelli sanitari e sociali che ne derivano, il divario di prezzo non esiste più». Qual è il segreto di quest’innovativa modalità di gestione? Brambilla non ha dubbi: «La squadra di produttori che ho portato con me in questa esperienza è di altissimo livello. Tra questi ci sono il panificio Cerere di Triuggio, premiato dal Gambero Rosso come migliore bakery d’Italia nel 2023, e la Fattoria da Sogno di Rogeno, realtà di riferimento per la produzione casearia». La distribuzione delle cassette avviene ogni giovedì, tra le 17 e le 20, in tre punti: a Lecco, presso il nuovo Centro del Riuso di San Giovanni; a Dolzago, presso il Molino Brambilla; e a Seregno, presso il Bar Sorriso.
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