Cronaca / Lecco città
Sabato 23 Maggio 2026
Debora Piazza nella bufera per le frasi choc contro Schlein: «Ho ricevuto tanti insulti, ma anche sostegno»
Dopo aver evocato i fatti di Modena contro la leader del PD e la bufera che ne è seguita, con la sospensione dal partito e l’intervento della premier Meloni, la segretaria della Lega di Barzanò si scusa ma aggiunge: «Tornassi indietro rifarei il commento, ma formulato in maniera diversa».
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Non si spegne la polemica politica esplosa nelle ultime ore a Lecco e su tutto il territorio nazionale, dopo le frasi choc scritte sui social dalla consigliera comunale e segretaria cittadina di Barzanò Debora Piazza contro la leader del Pd Elly Schlein e i suoi elettori. Una vicenda che ha rapidamente assunto dimensione nazionale, tra sospensione dal partito, condanne bipartisan e scuse pubbliche.
Il caso nasce da un commento pubblicato sotto un post riguardante il comizio lecchese della segretaria dem: «Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione, disoccupato, che offende i cristiani e che passa di lì e ci fa un favore?». Frase interpretata come un riferimento alla tentata strage di Modena e come un augurio di violenza. Parole che hanno provocato indignazione diffusa e la sospensione immediata da ogni incarico nella Lega lecchese.
Ora Piazza prova a spiegare e ridimensionare: «Non mi aspettavo questo clamore. Il Pd ha preso la palla al balzo per le elezioni». E ammette: «Tornassi indietro rifarei il commento, ma formulato in maniera diversa. Comunque chiedo scusa a tutti».
La consigliera insiste sulla sua versione: «Avrei scritto che dal Pd hanno difeso l’attentatore di Modena, ma che è un episodio che potrebbe succedere ovunque. Sono io la prima a dire che il commento scritto così ha avuto le conseguenze che deve». Anche se, a onor del vero, non ci sono comunicati dem in favore dell’uomo che ha tentato la strage in Emilia.
Sulle reazioni, distingue tra media e politica: «A livello mediatico mi è sembrato esagerato. Ma dal punto di vista politico, al contrario, si sarebbero dette le stesse cose».
Nel mezzo, la decisione del partito: «La Lega con me ha preso provvedimenti, sospendendomi dalla segreteria cittadina». Ma qui arriva anche l’amarezza personale: «Mi sento usata, non dal mio partito. Mi stanno arrivando insulti di ogni tipo, a me e ai miei familiari». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva definito le frasi di Piazza «inaccettabili». «La premier sa cosa vuol dire ricevere insulti – prosegue –. Ma penso che ci siano cose molto più importanti di ciò che ho detto io in questi giorni. Anche perché non penso mi qualifichi. Faccio politica da anni, ho realizzato tanti progetti positivi, nessuno ne ha mai parlato. Non vorrei essere ricordata solo per questo».
Sul fronte personale, la consigliera racconta anche il lato più duro dell’esposizione pubblica: «Visto quello che mi stanno scrivendo sui social sto valutando se querelare o meno». E ancora: «Ho ricevuto però anche tanto sostegno».
Ricorda poi un precedente: «Avevo un’attività in cui lavoravo con gli animali e qualche anno fa hanno vandalizzato i locali e ho ricevuto minacce. Ecco, qui dov’erano i partiti in mia difesa? Solo la Lega mi ha aiutato».
Infine, il messaggio a chi la attacca: «È inutile che mi minacciano: mi entrano da una parte e mi esce dall’altra». E infatti non si fa scalfire dal clamore suscitato.
Una vicenda che, a poche ore dal voto amministrativo in molti comuni del Lecchese, riaccende il dibattito sul linguaggio politico e sui limiti dello scontro, con un caso locale diventato in poche ore nazionale.
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