Cronaca / Lecco città
Martedì 31 Marzo 2026
Lecco, 35 giovani “On the Road”: una settimana sul campo tra istituzioni e soccorso
Si chiude a Lecco la prima edizione del progetto “On the Road”: 35 ragazzi tra i 16 e i 22 anni hanno vissuto esperienze dirette con istituzioni, forze dell’ordine e operatori sanitari, scoprendo il valore concreto della legalità e della cittadinanza attiva.
Lecco
Si è conclusa a Lecco, negli spazi di Officina Badoni, la prima edizione lecchese di “On the Road”, il progetto educativo che ha coinvolto 35 giovani tra i 16 e i 22 anni in un’intensa settimana di attività sul campo accanto a istituzioni, forze dell’ordine e soccorritori.
L’iniziativa ha offerto ai partecipanti un’immersione concreta nelle dinamiche della sicurezza, della giustizia e dell’emergenza, permettendo loro di comprendere direttamente il valore delle regole, della responsabilità e dell’impegno civico.
Il percorso si è aperto con una formazione BLSD a cura di AREU, fornendo ai ragazzi le competenze di base per affrontare situazioni di emergenza sanitaria. Nei giorni successivi, i giovani hanno affiancato la Polizia di Stato e le Polizie Locali nelle attività di controllo del territorio, mentre con i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno vissuto da vicino il senso del dovere e l’operatività quotidiana.
Con la Guardia di Finanza hanno approfondito i controlli economico-finanziari e, grazie al Reparto Operativo Aeronavale di Como, hanno partecipato a uscite sul Lago di Lecco a bordo delle vedette, osservando da vicino le attività di vigilanza in ambito lacuale. Spazio anche alla tutela ambientale con la Polizia Provinciale.
Particolarmente significativa l’esperienza nel sistema sanitario: attraverso AREU 118, ASST Lecco e diverse associazioni di soccorso del territorio, i ragazzi hanno potuto confrontarsi con la complessità degli interventi di emergenza, comprendendo l’importanza di tempestività, coordinamento e competenze.
Due partecipanti hanno inoltre affiancato per un’intera giornata il Prefetto di Lecco, Paolo Ponta, osservando da vicino il ruolo istituzionale e il coordinamento della sicurezza. Il Prefetto ha sottolineato: «Abbiamo creduto fin dall’inizio in un percorso educativo capace di andare oltre la trasmissione di nozioni, facendo emergere il meglio dei giovani attraverso esperienze concrete e senza filtri.
Ciò che inizialmente poteva suscitare scetticismo si è trasformato in entusiasmo: sono stati trasmessi valori fondamentali come legalità e rispetto, ma al tempo stesso abbiamo ricevuto molto dalla loro energia e dal loro impegno».
Guardando al futuro, lo stesso Ponta ha aggiunto: «In occasione del Festival del Nameless – sottolinea il Prefetto, Paolo Ponta - i ragazzi avranno la possibilità di vedere come queste forze si coordinano insieme e potranno partecipare come volontari».
Il progetto ha coinvolto anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, offrendo ai partecipanti uno sguardo diretto sul funzionamento della giustizia e sulle conseguenze dei comportamenti illeciti, grazie all’affiancamento dei magistrati. Determinante anche il contributo dell’Ufficio Scolastico Territoriale, che ha sostenuto la rete educativa coinvolgendo numerosi istituti.
Durante l’incontro finale, alla presenza tra gli altri del vicesindaco Simona Piazza, i ragazzi hanno restituito le proprie esperienze, evidenziando il forte impatto umano e formativo del percorso. «Questa esperienza mi ha fatto capire meglio quanto contino la prontezza, la sensibilità e il lavoro di squadra nei momenti di emergenza», ha raccontato un partecipante. «Stare accanto agli operatori mi ha fatto vedere da vicino una realtà molto diversa da come spesso la si immagina» ha aggiunto un altro.
Per molti, si è trattato anche di un momento di crescita personale: «Per me è stato un passaggio importante anche sul piano personale, perché mi ha aiutato a superare alcune paure e a guardare con più responsabilità a ciò che accade intorno a noi».
A chiudere, le parole del presidente dell’Associazione Ragazzi On The Road, Egidio Provenzi: «La restituzione è il momento in cui possiamo comprendere la mission e il senso di ‘On the Road’: il cambiamento. In questi giorni le ragazze e i ragazzi coinvolti in prima persona non si sono limitati ad ascoltare o osservare, ma hanno vissuto in prima persona la realtà. Sono scesi in strada, hanno affiancato operatori, toccato con mano cosa significhi responsabilità, rischio, servizio. Ed è proprio questa esperienza diretta che genera consapevolezza. Portare i giovani dentro i contesti reali è una scelta educativa forte, ma oggi più che mai necessaria. Solo così si accorciano le distanze tra loro e le istituzioni, e si costruisce una cittadinanza più matura e responsabile. Se escono da questa esperienza con uno sguardo diverso, allora abbiamo fatto qualcosa di importante. E da quello sguardo può nascere un futuro più sicuro e migliore per tutti».
Nato nel 2007 da un’intuizione del giornalista e vicepresidente Alessandro Invernici, “On the Road” ha coinvolto in quasi vent’anni oltre 1.600 giovani in tutta Italia, affermandosi come un modello educativo oggi diffuso a livello nazionale.
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