Lecco, ballottaggio: Boscagli e Gattinoni su porto, cultura e turismo

Accordo sulla necessità di un porto turistico e sulla candidatura di Lecco a capitale italiana della cultura. Divergenze invece sul futuro del turismo e sul ruolo della manifattura. Proposte per incentivare la residenza in città.

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Lecco

A Lecco serve un porto turistico e la città si deve candidare a capitale italiana della cultura o nel 2030 o nel 2031. Ci sono anche queste due tra le poche questioni su cui Filippo Boscagli e Mauro Gattinoni, i due candidati che si sfideranno per la carica di sindaco di Lecco nel ballottaggio del 7 – 8 giugno, sono sembrati essere del tutto d’accordo durante il dibattito organizzato mercoledì sera all’auditorium di Camera di Commercio da Enova, il gruppo editoriale che comprende La Provincia di Lecco e Unica Tv.

Rispetto al porto, Gattinoni ha ricordato come ci sia già un progetto da 4.5 milioni dell’autorità di bacino, la quale “ha già fatto anche i carotaggi” alle Caviate, e come questo progetto preveda 80 posti barca, un lido e la trasformazione del chiosco del Fritz in un ristorante con tetto panoramico. Dall’altro lato Boscagli ha annunciato l’intenzione di “installare dei pontili galleggianti provvisori” anche in centro nell’attesa che l’opera venga realizzata.

Nel momento in cui si è discusso più in generale di turismo, però, le distanze tra i due sfidanti si sono subito ampliate benché entrambi abbiano condiviso la necessità di aumentare i posti letto in albergo in città. «Il nostro territorio ha tante risorse. – ha spiegato Gattinoni – Siamo la quarta provincia in Italia per incidenza del settore manifatturiero sul Pil e la prima per incidenza del settore metalmeccanico sul Pil. Questi settori generano ricchezza, stipendi veri e possibilità di carriera. Abbiamo fortemente incoraggiato il sistema del turismo in questi anni ma il nostro Dna resta manifatturiero. Ad un ragazzo di sedici anni consigliereste di fare il cameriere o il tornitore?». Quella che il sindaco uscente ha definito “una provocazione curiosa” è stata uno dei passaggi di merito, quindi non di natura politica, del dibattito su cui la sala ha rumoreggiato di più. «Un saggio prete di anni e anni fa diceva che il lavoro più bello è fare il cameriere perché è la nobile arte di servire. – ha commentato subito Boscagli – La nostra vocazione rimane manifatturiera ma il turismo serve la stessa manifattura. Ad oggi il turismo Lecco lo ha subito. Una città accogliente è una città in cui chi vive è contento e vive bene. È necessario lavorare per trovare questo difficile equilibrio».

Per quanto riguarda le questioni legate al costo della vita in città, il candidato sindaco del centrodestra ha rilanciato le proposte di un “innalzamento della fascia di esenzione dell’Irpef”, visto che “gli avanzi di amministrazione di questi anni dimostrano che le coperture ci sono”, e dell’introduzione di “un bonus da 150 euro al mese per chi porta la residenza a Lecco e per i giovani e le giovani coppie che vogliono iniziare una vita a Lecco”.

«L’assenza di una normativa nazionale che limiti il fenomeno degli affitti brevi – ha sottolineato Gattinoni – ha reso quella soluzione più remunerativa per i proprietari piuttosto che affittare gli appartamenti alle giovani coppie. Anche noi proponiamo l’introduzione di un bonus affitti ma la gara al bonus non mi interessa. Il costo della casa è solo una parte del costo dell’abitare. Servizi come il “Ti porto io”, il doposcuola che prima non esisteva e adesso c’è sono quasi più importanti e noi li vogliamo potenziare. Vi rendete conto che senza la sovvenzione del Comune si arriva ad oltre 600 euro per i centri estivi privati?».

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