Lecco, disabilità e Progetto di Vita: «La persona deve poter scegliere dove e con chi vivere»
Al Politecnico il convegno promosso da Ats Brianza sulla riforma nazionale e sui nuovi percorsi personalizzati di assistenza e inclusione. La ministra Alessandra Locatelli: istituzioni, sanità e Terzo settore devono lavorare insieme per costruire un welfare più vicino alle persone e alle famiglie.
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Mettere al centro le persone con disabilità, garantendo loro maggiore autonomia, libertà di scelta e opportunità di inclusione. È questo il messaggio emerso dal convegno promosso da Ats Brianza questa mattina al Politecnico di Milano, Polo territoriale di Lecco, dedicato alla riforma della disabilità e al nuovo “Progetto di Vita”, strumento per costruire percorsi personalizzati di assistenza e partecipazione sociale. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del sistema sanitario e sociosanitario, degli enti locali, del volontariato e della ricerca. Ad aprire i lavori il prefetto di Lecco Paolo Ponta, seguito dal prorettore del Politecnico Marco Tarabini, dal sindaco Filippo Boscagli, dal sottosegretario regionale Mauro Piazza, dal direttore generale di Ats Brianza Paola Palmieri e dal direttore socio sanitario di Asst Lecco Gianluca Peschi. Un videomessaggio è arrivato dall’assessore regionale Elena Lucchini.
La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha, invece, illustrato le opportunità offerte dalla riforma nazionale, fondata su un nuovo approccio capace di valorizzare le aspirazioni e le scelte delle persone con disabilità e delle loro famiglie. “Non solo la persona al centro, ma stiamo studiando come le istituzioni possano e debbano muoversi “verso” la persona disabile e la loro famiglia. Lecco è un territorio molto effervescente e mon possiamo dimenticare quanto questo territorio ha saputo dare e dà in termini di volontariato. Ecco perché istituzioni e mondo del terzo settore, ma pure mondo del privato, debbano lavorare insieme. Come abbiamo fatto ai tempi della pandemia”.
Sono intervenuti anche il presidente nazionale Auser Enrico Piron e il direttore generale della Direzione Famiglia di Regione Lombardia Francesco Maria Foti. Il dibattito ha approfondito il ruolo delle nuove tecnologie e della robotica nei percorsi di cura, il potenziamento dell’assistenza domiciliare, il sostegno ai caregiver e la collaborazione tra servizi pubblici, associazioni e volontariato. A portare il proprio contributo sono stati Antonio Colaianni di Ats Brianza, Marta Gandolla del Politecnico, Maurizio Maggioni, neoeletto presidente della Conferenza dei Sindaci lecchese, Filippo Viganò del Centro servizi volontariato Monza Lecco Sondrio, Claudio Dossi di Auser Lecco ed Eleonora Stucchi del Cluster Tav. «La riforma rappresenta una grande opportunità per costruire un welfare sempre più vicino alle persone», ha sottolineato Paola Palmieri, direttore generale di ATS Brianza, evidenziando la necessità di superare una logica esclusivamente assistenziale. Fondamentale, secondo Palmieri, rafforzare la collaborazione tra istituzioni, Comuni, ASST, Terzo Settore e famiglie.
Particolarmente significativo l’intervento di Antonio Colaianni, direttore sociosanitario di ATS Brianza, che ha richiamato la necessità di ripensare i modelli di presa in carico, oggi troppo concentrati sulle prestazioni sanitarie e riabilitative. «La persona interessata deve poter scegliere dove e con chi vivere, ove possibile», ha spiegato, sottolineando che i servizi devono adattarsi ai bisogni e ai desideri individuali, e non viceversa. Il convegno ha ribadito l’importanza di una rete territoriale integrata tra Lecco e Brianza, capace di accompagnare l’attuazione della riforma attraverso servizi innovativi, sostegno alle famiglie e percorsi che garantiscano alle persone con disabilità un ruolo da protagoniste nelle scelte sulla propria vita.
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