Cronaca / Lecco città
Domenica 11 Ottobre 2026
Lecco, il Pgt finisce al Tar: nuovo ricorso dei proprietari del Caminetto contro il maneggio ai Poggi
I proprietari del ristorante Il Caminetto contestano le modifiche introdotte nelle controdeduzioni alle osservazioni sul Pgt, che riguardano l’area del maneggio vicino al locale, già al centro di una lunga disputa giudiziaria. Il 14 ottobre l’udienza sulla richiesta di sospensione cautelare della delibera
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A nove mesi dall’approvazione, il nuovo piano di governo del territorio del Comune di Lecco finisce davanti alla giustizia amministrativa. Lo scorso 11 maggio è stato depositato un ricorso al Tar con cui si chiede l’annullamento della delibera di consiglio comunale del 31 gennaio, quella con cui era stata approvata la versione finale delle controdeduzioni alle osservazioni presentate al nuovo pgt. Il prossimo 14 ottobre ci sarà l’udienza dove il Tar deciderà se adottare una misura cautelare, cioè una temporanea sospensione dell’efficacia di quella delibera in attesa di analizzare la questione nel merito.
Nel concreto la vicenda riguarda il ristorante Il Caminetto e un maneggio, entrambi situati in via ai Poggi in due aree vicine, e affonda le sue radici nel luglio 2018, quando il Comune di Lecco aveva emesso il permesso di costruire per il maneggio. Nel febbraio 2020 i proprietari del ristorante hanno presentato un ricorso al tribunale amministrativo regionale per chiedere l’annullamento di quell’atto. Il tar ha dato loro ragione stabilendo che “il permesso di costruire impugnato è illegittimo essendo stato rilasciato in violazione della distanza minima di 200 metri dai confini” prevista nelle regole del vecchio Pgt. Prima dell’arrivo di questa sentenza, pubblicata nel 2024, i proprietari del maneggio hanno ultimato i lavori di realizzazione della struttura. Sia questi ultimi sia il Comune hanno poi fatto ricorso al Consiglio di stato contro la decisione del Tar sostenendo che l’area oggetto del maneggio sia fuori dal “tessuto urbano consolidato” e che quindi la regola della distanza minima di 200 metri dai confini non vada applicata. Con la sentenza pubblicata a fine maggio 2025, però, il Consiglio di stato ha dato ragione ai proprietari del ristorante.
A questo punto la vicenda intraprende due strade. La prima strada è quella per cui nel febbraio 2026 i proprietari del ristorante Il Caminetto presentano prima una diffida al Comune di Lecco e poi, a fronte del perdurante silenzio di palazzo Bovara, un nuovo ricorso al Tar per obbligare il Comune a rispettare la sentenza del Consiglio di stato. A inizio aprile palazzo Bovara emette un’ordinanza con cui impone ai titolari del maneggio la rimozione delle opere realizzate con il permesso di costruire del 2018. Ciò, però, non è mai accaduto: il maneggio è tutt’ora attivo nonostante una seconda ordinanza identica emessa dalla giunta di Filippo Boscagli.
Qui si innesta la seconda strada, quella per cui nell’ottobre 2025 i proprietari del maneggio presentano un’osservazione al nuovo piano di governo del territorio con cui chiedono di portare la destinazione d’uso dell’area di loro proprietà da commerciale ad agricola e di stralciarla dal perimetro del “tessuto urbano consolidato”. Quest’osservazione è stata inserita nel piano solo dopo che l’allora maggioranza di centrosinistra ha approvato un emendamento alla controdeduzione iniziale, che invece la respingeva. Proprio contro la versione delle controdeduzioni inserita nel piano, divenuto efficace con la pubblicazione sul Burl di Regione l’8 luglio, i proprietari del ristorante hanno fatto ricorso.
Nessuno delle due parti coinvolte ha voluto rilasciare commenti sulla vicenda mentre il conto delle spese legali a carico del Comune sale: per il primo ricorso al Tar erano stati spesi 4mila 815 euro; per questo secondo ricorso altri 11.494 euro.
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