Lecco, l’ultimo Consiglio prima del rush elettorale. Ancora scontro sul Bione

Si chiude il quinquennio targato Gattinoni. Approvato il piano per il futuro del centro sportivo

Lecco

Dopo cinque anni e mezzo e 66 consigli comunali, si è conclusa la consiliatura 2020-2026. In base alla legge, negli ultimi 45 giorni prima delle elezioni comunali, previste il 24-25 maggio, il consiglio può adottare solo “atti urgenti e improrogabili”.

Ciò significa che, salvo soprese, quella di lunedì 30 marzo è stata l’ultima riunione di un’assise composta da 32 consiglieri eletti nell’autunno 2020. Da allora sono cambiate molte cose per un’istituzione che dal dover affrontare le conseguenze della pandemia Covid si è trovata a gestire l’arrivo di decine di milioni di euro di fondi Pnrr.

In questi quasi sei anni nella grande aula di palazzo Bovara sono andati in scena feroci scontri come quelli su Pgt e sul progetto per il nuovo municipio, momenti politicamente significativi come le dimissioni di Alessandra Durante e passaggi gioiosi come la consegna dell’accredito Unicef di “Città amica dei bambini e degli adolescenti”. Ma soprattutto, sono state prese tante decisioni che hanno inciso sensibilmente sulla città, compresa quella sul futuro del centro sportivo Bione di cui si è discusso proprio ieri sera.

L’assise ha approvato la dichiarazione di “pubblico interesse” sul progetto per la riqualificazione complessiva del centro sportivo Bione presentata negli scorsi mesi dalla cordata di Intesa Costruzioni e In Sport.

La maggioranza ha respinto l’emendamento di Lecco Ideale e Fratelli d’Italia con cui, come spiegato dalla consigliera Lorella Cesana, si chiedeva da un lato di «inserire con maggior precisione i rilievi dei consulenti», soprattutto nella formulazione delle prescrizioni indicate dall’amministrazione, «di modo da subordinare effettivamente la validità della dichiarazione di pubblico interesse all’accettazione delle prescrizioni» e dall’altro di inserire le richieste delle società sportive.

«Tutto quello che c’era scritto nel programma elettorale del 2020 sul Bione è stato disatteso. – ha attaccato Emilio Minuzzo, capogruppo dei meloniani – Nel partenariato la strutturazione dei costi è legata all’euribor e allo spread. Se il Comune aprisse in proprio un mutuo il tasso sarebbe fisso. Nella cordata c’è l’attuale gestore, che non ha brillato per quello che ha fatto. Di quale interesse stiamo parlando? Per chi vorremmo sistemare questo centro sportivo? Se non siamo in grado di dare una risposta chiara a queste domande dovremmo lasciar perdere di mandare avanti una cosa del genere oggi. Chi arriverà tra sessanta giorni deciderà cosa fare».

A fronte dell’intervento del capogruppo di Fattore Lecco Saulo Sangalli, secondo cui «la proposta è in fase di sviluppo» e il pubblico interesse «non comporta alcun obbligo per il Comune», Giovanni Tagliaferri, capogruppo di Orizzonte per Lecco, ha ricordato come sui volantini diffusi proprio da Fattore Lecco fuori dal Bione negli scorsi giorni si sosteneva che in realtà c’era già un progetto di dettaglio. «Perché dobbiamo approvare il pubblico interesse oggi e non possiamo farlo tra due mesi e mezzo?» ha aggiunto Tagliaferri.

Di contro, Alberto Anghileri, capogruppo di Alleanza Verdi–Sinistra, ha ricordato come “senza le prescrizioni”, che riguardano in sostanza un miglior trasferimento dei rischi a carico del privato e un conseguenziale aggiornamento del piano economico finanziario, «la dichiarazione di pubblico interesse sarà carta straccia». Per il leghista Stefano Parolari, «dopo sedici anni di nulla” andiamo a “rovinare la parte del corrente del bilancio con un leasing” e a “snaturare il centro sportivo”.

«Ci sono dieci milioni di euro a bilancio sul centro sportivo del Bione – ha evidenziato il capogruppo del Pd Pietro Regazzoni - e questo lo rende l’investimento più importante per quest’amministrazione. Se sappiamo che l’approvazione di questa delibera non lega nessuna delle parti a procedere con questo progetto mi chiedo perché le minoranze sono così agitate. Chi vince le elezioni si troverà con dieci milioni e potrà decidere se potrà portare avanti il progetto del Bione o investirli su altro».

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