Legalità, a Lecco la giornata conclusiva del Premio Paolo Cereda

Si è concluso il Premio Paolo Cereda, dedicato a “Mafia e giornalismo”, con la partecipazione di 21 classi lecchesi. Cinque istituti hanno ricevuto riconoscimenti per le loro idee.

Lettura 1 min.

Lecco

Ventuno classi del territorio della Provincia di Lecco hanno partecipato all’ottava edizione del Premio Paolo Cereda, concorso scolastico incentrato sulla legalità e sull’impegno per la cittadinanza attiva, riservato alle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Cereda, scomparso prematuramente nel 2017 all’età di 54 anni, è stato un importante riferimento nella lotta alla criminalità organizzata a Lecco ed è stato a lungo referente provinciale di Libera, associazione che organizza la manifestazione.

L’edizione 2025/2026 è stata intitolata “Mafia e giornalismo. La verità non si imbavaglia”, con gli studenti partecipanti che hanno ideato dei progetti di vario genere, incentrati sul delicato rapporto tra il mondo mafioso e quello della libera informazione. Sono state 5 le classi più virtuose, che hanno avuto la possibilità di presenziare all’evento nel pomeriggio di lunedì 18 maggio a Officina Badoni, a Lecco. La classe 3D dell’Ics Molteno, seguita dalla prof.ssa Cristina Maggioni, ha ideato un gioco chiamato “Il Giro di Mehari”; la classe 3D dell’Ics Ticozzi Lecco, seguita dalla prof.ssa Annamaria Castellano, ha portato un progetto dal titolo “Parliamone: ovvero la forza della parola contro la mafia”; la classe 3A AFM dell’Istituto Maria Ausiliatrice Ima Lecco, seguita dalla prof.ssa Angela Grasso, ha presentato un lavoro intitolato “La verità non tace, voci libere in contrasto alle mafie”; la classe 2B Classico del Liceo Manzoni Lecco, seguita dal prof. Stefano Sacco, ha illustrato “Antigone oggi: la legalità contro il silenzio”; infine, le classi 1A e 2A dell’Is Fiocchi Lecco, seguite dalle prof.sse Di Palma e Villa, hanno creato un podcast grazie all’intervista al giornalista Stefano Scaccabarozzi, relativa al suo libro “Io sono nessuno”.

Nessun vincitore tra le 5 classi elette, ma Libera ha assegnato un premio di 1000 euro a ognuna di loro, da spendere per materiale o attività legati al mondo della scuola; inoltre, la stessa associazione ha affiancato tutti i partecipanti con un percorso formativo a stretto contatto con alcuni giornalisti.

Durante la cerimonia sono stati diversi gli interventi istituzionali, a partire da quello della Fondazione comunitaria del Lecchese, che ha collaborato con l’evento, e che ha ricordato l’importanza del portare sempre alla luce la verità nel mondo dell’informazione. In rappresentanza del Comune di Lecco, ha parlato l’assessore al Welfare Emanuele Manzoni, il quale ha invece invitato i presenti a seguire il comportamento positivo ed esemplare di Paolo Cereda.

Infine, prima dell’effettiva premiazione, ha chiuso il giro di interventi il prefetto Paolo Ponta, che si è soffermato sul concetto di Stato: «Mi rivolgo agli studenti e ai professori qui presenti, e voglio sottolineare come lo Stato non sia da considerare come una fredda macchina burocratica, ma come una comunità di persone che collaborano per il bene comune».

© RIPRODUZIONE RISERVATA