Monza, rapina a un passeggero in stazione: condannati tre giovani tunisini residenti nel lecchese

I tre, di 21 e 23 anni, di ritorno da un matrimonio a Lecco, avevano strappato il cellulare a un uomo nel sottopasso e poi lo avevano picchiato. Per due fratelli pena di due anni e due mesi, un anno e otto mesi per il terzo.

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Lecco

L’atteggiamento molesto, aggravato dall’ubriachezza. L’aspetto e il look da “maranza”, anche se in quella occasione, ai primi di febbraio 2026, i tre giovani tunisini erano in abiti un po’ più formali del solito, visto che tornavano da un matrimonio a Lecco, dove aveva abbondato con i brindisi. Partiti da lago e scesi dal treno a Monza se l’erano presa con un latinoamericano a cui, nel sottopasso dello scalo ferroviario, avevano strappato il telefono cellulare di mano. Furto degenerato in rapina, come stabilito dalla sentenza del tribunale del capoluogo brianzolo, che ha condannato i tre, che hanno 21 e 23 anni, alla pena di due anni e due mesi per due fratelli (senza il beneficio della sospensione condizionale) e a un anno e otto mesi per il terzo. Verdetto pronunciato dal giudice dell’udienza preliminare, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, e che quindi comprende lo sconto di un terzo della pena. La vittima, dopo aver subito il furto del cellulare, aveva inseguito i tre nordafricani del lecchese. Questi lo avevano picchiato, ma nel frattempo era arrivata la polizia ferroviaria. Davanti agli agenti, uno dei tre aveva opposto resistenza, facendosi arrestare nell’immediatezza. Da quanto ricostruito nel processo, i tre magrebini erano sotto l’effetto dell’alcol, assunto in grandi quantità a una festa nuziale che si era tenuta proprio a Lecco.

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