Tragedia del jet sul Monte Legnone: svolta attesa a settembre

La decisione sul processo per la tragedia del jet sul Monte Legnone è attesa a settembre. Contestate dalla difesa di Leonardo le indagini preliminari.

Lecco

Per la tragedia del jet schiantatosi sul Monte Legnone la svolta processuale potrebbe arrivare a settembre. Il gup Gianluca Piantadosi ha rinviato infatti a quel mese la decisione sull’eccezione presentata da una delle difese di Leonardo, colosso mondiale dell’industria della difesa, che ha eccepito la nullità di una richiesta di proroga delle indagini preliminari presentata a luglio 2024 dagli inquirenti, perché depositata in violazione della Legge Cartabia, e quindi di tutti gli atti di indagine compiuti sulla scorta di quell’atto fino a dicembre 2024, ossia all’epoca della chiusura indagini. Una questione su cui ha replicato la Procura, che ha anche avanzato istanza di incidente probatorio sulla questione del presunto difetto di costruzione del velivolo (anche su questo punto il gup scioglierà la riserva dopo la pausa estiva).

Il processo vede imputati per i presunti reati di omicidio colposo e disastro aviatorio sette manager responsabili di altrettante divisioni di Leonardo, il pilota veronese Giampaolo Goattin, e la stessa società aerospaziale.

La vicenda è quella che ha portato alla morte del pilota inglese Dave Ashley, in seguito allo scontro del 16 marzo 2022 del jet Aermacchi (del gruppo Leonardo appunto) contro il Monte Legnone. La tesi avanzata dal pm è che l’omicidio colposo sia derivante dalla violazione delle norme antinfortunistiche e che quindi la morte del 49enne Ashley, ex pilota militare della Royal Air Force, sia assimilabile ad un incidente sul lavoro. Quattro anni fa, a bordo del jet Aermacchi, i due piloti a bordo del velivolo fuori controllo, si erano lanciati dalle rispettive postazioni: Goattin si era salvato riportando lievi ferite, con il suo paracadute rimasto incastrato fra le rocce, Ashley (pilota in formazione) aveva perso la vita finendo contro una parete rocciosa. Gli inquirenti sostengono inoltre che quel jet, uno della flotta di sei velivoli ordinata a Leonardo dal Turkmenistan, non fosse idoneo alle operazioni di formazione del pilota, oltre che incompleto dal punto di vista dell’assemblaggio e del collaudo.

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