Un’estate torrida: il bilancio degli interventi

Sei alert caldo, picchi oltre i 37 gradi e 11.224 telefonate alle persone più fragili. È il bilancio del Piano per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore diffuso da ATS Brianza

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Lecco

Un’estate tra le più calde mai registrate in Europa e segnata, sul territorio lecchese, da settimane di afa persistente e notti senza tregua. Tra giugno e settembre Ats Brianza ha effettuato 11.224 telefonate alle persone considerate più fragili rispetto agli effetti del caldo, attivando successivamente 992 interventi di supporto e assistenza.

I dati emergono dal bilancio del Piano per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore diffuso il 19 ottobre da Ats Brianza, che copre le province di Lecco e Monza Brianza.

Secondo il programma europeo di osservazione della Terra Copernicus, l’estate 2026 è stata la terza più calda mai registrata in Europa, preceduta soltanto da quelle del 2024 e del 2022. A incidere soprattutto è stata la forte ondata di calore che ha interessato il continente nella seconda metà di giugno.

Anche in Brianza e nel Lecchese il caldo si è manifestato in due fasi distinte. La prima è arrivata tra la seconda metà di giugno e l’inizio di luglio, con temperature frequentemente superiori ai 33 gradi. In quella fase Ats Brianza ha emesso tre alert il 18, il 22 e il 25 giugno.

La seconda ondata, più intensa e prolungata, si è sviluppata tra la fine di luglio e la metà di agosto. In diverse giornate i termometri hanno superato i 35 gradi, raggiungendo punte oltre i 37 gradi. Nuovi avvisi sono stati diffusi il 29 luglio, il 3 agosto e il 10 agosto.

A confermare la durezza dell’estate sono anche i dati dell’indice Humidex elaborato da Arpa Lombardia, che misura il disagio percepito combinando temperatura e umidità.

Tra il 1° giugno e il 15 settembre hanno prevalso le giornate classificate come “disagio moderato”, pari al 41,5% nel Lecchese e al 38,7% in Monza Brianza. Colpisce però la quota di giornate caratterizzate da “disagio forte”: il 27,4% in provincia di Lecco e il 32,1% in quella di Monza Brianza. In pratica, quasi un giorno su tre nell’area brianzola è stato contrassegnato da condizioni particolarmente pesanti per l’organismo.

L’analisi di Ats evidenzia inoltre che il rapporto tra caldo e accessi ai Pronto soccorso non è automatico. A fare la differenza sono soprattutto la durata delle ondate di calore e le cosiddette “notti tropicali”, quando la temperatura non scende sotto i 20 gradi.

In queste condizioni il corpo umano fatica a recuperare durante le ore notturne e aumenta il rischio di malori, soprattutto tra anziani, persone con patologie croniche e soggetti in condizioni di fragilità.

Per affrontare l’emergenza, il Piano caldo 2026 ha coinvolto una rete composta da servizi pubblici, strutture private accreditate e realtà del terzo settore. Tra i soggetti coinvolti figurano anche Csv e Auser di Lecco e Monza Brianza.

Ats Brianza ha individuato, attraverso criteri epidemiologici, la popolazione maggiormente esposta ai rischi delle alte temperature. Gli elenchi delle persone considerate “molto fragili” sono stati trasmessi alle Asst di Lecco e Brianza. Il 10 luglio tutti i Comuni del territorio sono stati informati tramite Pec della possibilità di richiedere i nominativi dei cittadini più a rischio.

Durante i mesi estivi le Asst e gli Irccs hanno inoltre rafforzato le attività ambulatoriali e domiciliari delle Case di comunità. I medici di medicina generale hanno potuto aumentare gli accessi domiciliari programmati senza autorizzazione preventiva e seguire un numero maggiore di pazienti in sorveglianza domiciliare.

Con l’arrivo del caldo già nelle prime settimane dell’estate, dalla seconda metà di luglio Regione Lombardia ha attivato un tavolo di coordinamento con Areu e le direzioni sanitarie e sociosanitarie delle Ats lombarde. Gli incontri si sono svolti quotidianamente fino all’11 settembre per monitorare l’andamento degli accessi ai Pronto soccorso, i tempi di attesa e la situazione delle persone più vulnerabili.

Il dato finale mostra l’ampiezza dell’intervento sul territorio: le 11.224 telefonate effettuate dalle Asst di Lecco e Brianza hanno raggiunto il 47,9% delle persone classificate a rischio molto elevato, consentendo di attivare quasi mille interventi di assistenza nei casi ritenuti più critici.

Per il Lecchese, i numeri confermano come le ondate di calore stiano diventando un fenomeno sempre più rilevante anche nelle aree tradizionalmente considerate meno esposte alle temperature estreme, rendendo centrale il monitoraggio della popolazione fragile e il rafforzamento dei servizi di prossimità durante i mesi estivi.

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