Cassago: «Quel locker è un pugno in un occhio»

Minoranza all’attacco sul decoro urbano. Contestata l’installazione del dispositivo in un luogo di pregio

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Cassago

La recente installazione di un parcel locker per il ritiro dei pacchi in via Visconti di Modrone ha sollevato una discussione sul decoro urbano nel centro cittadino. Sulla questione è intervenuto il consigliere comunali di minoranza Alessio Giussani, che ha espresso forti perplessità circa l’impatto visivo della struttura, definita un enorme cubo giallo posizionato lungo la via principale del paese.

L’esponente dell’opposizione ha sollevato il tema della compatibilità estetica di tali dispositivi tecnologici con il valore storico e paesaggistico del nucleo urbano. La struttura sorge nel cuore dell’abitato, in un’area caratterizzata da pavimentazione in porfido e dalle colonnine metalliche che separano la zona pedonale dal transito veicolare. L’arteria stradale interessata riveste una particolare rilevanza storico-culturale per il territorio locale, in quanto ospita all’inizio un murales dell’artista Akila dedicato a sant’Agostino e costituisce la via d’accesso per i pellegrini diretta al parco archeologico di Sant’Agostino e alla chiesa parrocchiale. Secondo la critica mossa dalla minoranza, l’inserimento cromatico del punto di ritiro contrasterebbe con il contesto curato di questa specifica porzione del comune. L’affondo politico si concentra sul confronto tra le prescrizioni urbanistiche imposte alla cittadinanza e i criteri autorizzativi adottati per la logistica urbana. «I cittadini sono giustamente vincolati dai regolamenti delle Belle Arti e del paesaggio: per cambiare il colore delle persiane serve la vernice esatta, pena sanzioni... mentre questa grande cassaforte gialla? Come è possibile che sia stata autorizzata? Proprio lì?» ha sottolineato Giussani. Pur non mettendo in discussione la comodità dei sistemi di distribuzione automatica nell’abbattimento del traffico, l’esponente consiliare ha chiesto una revisione della pianificazione, suggerendo di mimetizzare i colori dei dispositivi o di ricollocarli in aree di scambio a minore impatto sul panorama urbano.

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