Cronaca / Merate e Casatese
Sabato 18 Aprile 2026
Cassago, recupero e sicurezza dell’ ex cementeria: «Serve un nuovo piano ambientale»
Il futuro dell’area estrattiva al confine con Bulciago al centro dell’incontro in sala civica L’accordo è scaduto da due anni e non è stato completato il riempimento per realizzare il parco
Cassago
Il futuro dell’ex area estrattiva e la gestione del rischio idrogeologico legato al torrente Gambaione sono stati i temi centrali dell’incontro informativo svoltosi mercoledì 15 aprile, alle 21, presso la sala civica di Oriano.
Richiesta della minoranza
L’appuntamento, promosso dal gruppo consiliare di minoranza, ha puntato i riflettori sulla riqualificazione ambientale di un sito minerario dismesso che attende una sistemazione definitiva da decenni, in un contesto reso urgente dalle recenti esondazioni che hanno colpito il territorio.
La vicenda, ha raccontato l’ex sindaco Maurizio Corbetta, affonda le radici in una convenzione stipulata nel 2004 tra i comuni di Cassago Brianza e Bulciago.
L’accordo, di durata ventennale, stabiliva il riempimento delle fosse con terre e rocce da scavo quale passaggio necessario per la successiva creazione di un parco verde attrezzato. Con la scadenza del documento nel 2024, il territorio ha cessato di percepire un contributo annuale di circa 100.000 euro derivante dagli accordi estrattivi.
Durante la serata, moderata dal consigliere Lorenzo Colzani, è stata sottolineata la necessità di recuperare i ritardi accumulati, lamentando un allentamento dei controlli e un silenzio amministrativo protrattosi per un biennio.
Secondo quanto riportato da Colzani, la concessione e la convenzione sono attualmente scadute, mentre l’area interessata occupa un quinto dell’intero territorio comunale. Il tema del recupero è strettamente connesso alla sicurezza idraulica.
Gianmario Fragomeli, ex sindaco ed attuale consigliere regionale del Pd, ha spiegato che «la Regione deve ora approvare la nuova concessione e il piano di recupero ambientale» ricordando che la precedente è scaduta lo scorso settembre. Attualmente mancano circa un milione di metri cubi di materiale per completare il riempimento dei 290.000 metri quadrati dell’area. Fragomeli ha inoltre precisato che le terre provenienti dal cantiere della Tremezzina non sono state impiegate a causa di un eccesso di idrocarburi.
Allagamenti frequenti
L’attuale situazione di criticità, evidenziata dai frequenti allagamenti e dai problemi alla linea ferroviaria registrati lo scorso settembre, ha portato alla proposta di utilizzare le fosse dell’ex cementeria come vasche di laminazione. Tale soluzione è stata formalmente richiesta dal comune di Bulciago per evitare le piene del rio Gambaione e della Bevera. «Servono studi per asse da Sirtori a Cremella a Bulciago a Cassago» ha dichiarato Fragomeli, aggiungendo che «una volta fosse riempite non sarà possibile» procedere in tal senso. L’obiettivo è quello di evitare sistemi di pompaggio onerosi, come quelli adottati a Costa Masnaga, preferendo soluzioni a gestione regionale. I dirigenti regionali hanno chiarito che la questione non potrà restare aperta ancora per molto tempo, rendendo necessari interventi rapidi per la messa in sicurezza definitiva dell’area.
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