Cronaca / Merate e Casatese
Mercoledì 08 Luglio 2026
Travolse e uccise due ragazze a Brivio: condannato a 3 anni e mezzo di carcere
L’autista polacco Krzysztof Lewandowski è il responsabile della morte di Giorgia Cagliani e Milena Maragon nel tragico incidente dello scorso 20 settembre
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Un verdetto più severo rispetto alla richiesta della pubblica accusa: è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione Krzysztof Lewandowski, l’autista polacco di 35 anni che, la sera del 20 settembre 2025, ha investito e ucciso Giorgia Cagliani e Milena Maragon, le due ragazze 21enni di Paderno D’Adda, travolte mentre si dirigevano camminando verso la festa del paese, a Brivio. La sentenza del giudice per l’udienza preliminare Gianluca Piantadosi arriva al termine del processo celebrato con il rito abbreviato.
Il magistrato ha inflitto una pena più alta dei due anni e otto mesi chiesti dalla pm Chiara Stoppioni durante la scorsa udienza, e ha disposto nei cofronti dell’imputato anche la sospensione della patente per una durata di 3 anni. Lewandoski, che quella tragica notte guidava un carro attrezzi Volkswagen per consegnare uno scooter tra la Polonia e l’Italia, è accusato di omicidio stradale con l’aggravante della guida sotto effetto di stupefacenti. Attualmente si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in una comunità del milanese. Sul piano risarcitorio, le famiglie delle vittime hanno già ricevuto una somma da parte della compagnia assicurativa.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini della procura, Lewandowski, la sera del 20 settembre scorso, lungo via per Airuno, “giunto all’altezza del civico 17”, in corrispondenza dell’incrocio di fronte a una palestra, procedendo “a una velocità pari a circa 81,5 km/h (con limite a 70 ndr) e, quindi, non regolando la velocità del mezzo in base alle caratteristiche e condizioni della strada”, è andato a impattare i corpi delle due ragazze, che camminavano in fila indiana assieme alla terza amica rimasta illesa. L’uomo, quella sera, si trovava in Italia per la consegna di uno scooter dopo aver guidato per tutto il giorno. I test medici avevano rilevato la presenza di stupefacenti. Il 35enne aveva ammesso di aver fumato marijuana, ma solo qualche giorno prima. Su questa circostanza la difesa ha opposto una consulenza in base alla quale l’imputato non poteva essere considerato “alterato” dalla droga, cercando dunque di far levare l’aggravante. Probabilmente diversa la valutazione del tribunale.
Lewandowski, cittadino incensurato, dopo essere stato in carcere, si trova attualmente agli arresti domiciliari in una comunità del milanese, con applicazione del braccialetto elettronico. Ieri, al momento della lettura del dispositivo della sentenza, non era presente. Non è escluso che la difesa, nei prossimi mesi, faccia un’istanza perché possa continuare a scontare la pena in Polonia. Dopo il fatto, aveva presentato in lacrime le sue scuse alle famiglie delle due ragazze, distrutte dalla tragedia. “Siamo uscite a piedi ed in fila indiana ci siamo immesse sul margine della strada - aveva raccontato la terza ragazza presente assieme alle vittime - c’erano delle auto parcheggiate, stavamo tra i pochi centimetri che erano rimasti tra le auto e la striscia bianca che delimitava la strada...Io ero l’ultima; avevo il cellulare in mano, leggevo alcuni messaggi. Improvvisamente ho sentito giungere un veicolo alle mie spalle. Mi sono subito spostata di fianco, e ha urtato contro le due mie amiche». Federico Berni
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