Cronaca / Merate e Casatese
Giovedì 25 Giugno 2026
Dall’Ucraina alla Brianza, accolti i bambini di Chernihiv
Sono arrivati a Bergamo dopo un lungo viaggio i bambini ucraini ospitati dalle famiglie coinvolte nel progetto dell’associazione Cassago chiama Chernobyl. Per alcune settimane potranno vivere lontano dalle sirene e dai bombardamenti che segnano la quotidianità nelle loro città
Lettura 1 min.Cassago
Un gruppo di bambini ucraini provenienti dalla regione di Chernihiv è arrivato nei giorni scorsi a Bergamo dopo un viaggio di diversi giorni, per essere accolto dalle famiglie ospitanti coinvolte nel progetto dell’associazione Cassago chiama Chernobyl.
L’iniziativa, attiva da anni sul territorio, offre periodi di soggiorno in Italia ai minori provenienti dalle aree colpite in passato dal disastro nucleare e oggi anche dal conflitto in corso. A raccontare i dettagli del viaggio è il presidente dell’associazione, Armando Crippa, che ha seguito da vicino l’organizzazione del trasferimento.
Il tragitto è iniziato domenica sera con la partenza in pullman da Chernihiv verso Kiev, dove i bambini sono saliti su un secondo pullman diretto in Italia. Dopo aver attraversato il territorio ucraino, il gruppo è giunto martedì al confine, al valico doganale di Chop, potendo entrare senza ritardi in Ungheria grazie a una lettera predisposta dal Consolato ucraino di Milano. Il viaggio è poi proseguito attraverso la Slovenia fino a Trieste, con arrivo a Bergamo con un’ora e mezza di anticipo sui tempi previsti.
Ad attendere i bambini c’erano le famiglie ospitanti, tra cui quattro nuclei che hanno incontrato per la prima volta il proprio piccolo ospite. Secondo quanto riferito da Crippa, alcuni dei minori resteranno in Italia per due mesi, mentre la maggior parte rientrerà in Ucraina il 22 luglio.
Il presidente dell’associazione ha sottolineato il significato di queste permanenze, definite in passato «vacanze terapeutiche» per i problemi di salute legati alle conseguenze dell’esplosione della centrale di Chernobyl, e oggi aggravate dalla situazione bellica determinata dall’invasione russa, in corso da oltre quattro anni. Crippa ha descritto le condizioni di vita nelle zone di provenienza, segnate da bombardamenti frequenti e dal suono delle sirene che costringe la popolazione, compresi i bambini nelle scuole, a rifugiarsi nei sotterranei delle abitazioni.
«L’arrivo di questi bambini almeno in queste settimane che rimangono in Italia regaliamo loro un po’ di tranquillità ai genitori e un po’ di serenità e di spensieratezza ai bambini senza il continuo rumore delle sirene», ha dichiarato il presidente.
L’iniziativa, portata avanti dall’associazione cassaghese con il coinvolgimento di diverse famiglie del territorio, rientra nelle attività di solidarietà che da tempo coinvolgono la comunità locale a favore della popolazione ucraina, in un contesto segnato sia dall’eredità del disastro nucleare del 1986 sia dalle conseguenze del conflitto ancora in corso.
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