Grazie a Cassago chiama Chernobyl vacanza in Alto adige per i bimbi ucraini

L’iniziativa del sodalizio brianzolo da sempre in prima linea per tutelare i bambini cresciuti nella regione del disastro nucleare del 1986, oggi martoriata dall’invasione russa

Cassago

«Porteremo 25 bambini ucraini per una vacanza di due settimane in Alto Adige alla fine di settembre»: è l’annuncio, orgoglioso e felice, di Armando Crippa, presidente di Cassago Chiama Chernobyl. L’associazione, grazie ai propri contatti, e in particolare al soggiorno dell’ex ambasciatore italiano in Ucraina Davide La Cecilia in un hotel di Villabassa in Val Pusteria, è riuscita ad organizzare una vacanza di una quindicina di giorni per oltre una ventina di bimbi ucraini, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Arriveranno dalla zona di Chernihiv, saranno accompagnati da 3 adulti e andranno direttamente all’hotel Adler Suite & Stube di Villabassa, grazie all’interessamento di Christian Pircher, titolare della struttura.

«Ho aderito a questa idea con trasporto e ne sono felice», ha spiegato Pircher, che è stato informato delle iniziative dell’associazione cassaghese dall’ambasciatore, ospite abituale dell’hotel, ed ha voluto partecipare mettendo a disposizione la propria struttura praticamente gratis. Alla fine di settembre le vacanze in montagna sono praticamente finite, non ci sono interferenze con le prenotazioni dei turisti abituali ed il titolare ha anche interessato alcuni Lions Club locali per il finanziamento della vacanza dei bimbi ucraini. Comunque il maggior onere economico di questo soggiorno sarà supportato dal titolare dell’hotel, che in questi giorni è ancora nel pieno della stagione estiva.

Nella prima settimana di ottobre il gruppo di bambini, selezionati dai referenti ucraini di Cassago Chiama Chernobyl, raggiungerà direttamente la struttura con un lungo viaggio fatto a tappe. Prima da Chernihiv a Kiev, poi da qui a Leopoli, di fatto porta ucraina per i collegamenti con l’Europa occidentale, ed infine un lungo viaggio in pullman turistico fino a Bolzano. Da qui sarà organizzato un trasferimento diretto fino a Villabassa, distante poche decine di chilometri dal capoluogo altoatesino.

«Sarà un’esperienza diversa rispetto alle vacanze in famiglia che organizziamo di solito – spiega Crippa – perché i bambini ed i ragazzi potranno partecipare ad escursioni in montagna, salite con la funivia, passeggiate complete, soggiorno in un hotel. Non è stato semplice organizzare questa iniziativa, soprattutto dal punto di vista burocratico. Ringraziamo caldamente Christian Pircher per la sua disponibilità e volontà di farsi carico di questa vacanza. I bambini alloggeranno come turisti normali nella struttura dell’hotel». Nel frattempo, nei giorni scorsi, sono rientrati in Ucraina i piccoli che sono stati ospitati dalle famiglie brianzole per una lunga vacanza terapeutica.

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