Merate, volontaria del piedibus allontanata: avrebbe chiesto i numeri agli studenti

Una volontaria avrebbe raccolto i contatti di quindici studenti. L’amministrazione comunale valuta misure di controllo più stringenti sui volontari.

Merate

Un ragazzino delle scuole secondarie di primo grado, qualche giorno fa, è arrivato tardi a scuola. Per scusarsi ha raccontato di essere stato trattenuto da una donna, volontaria del piedibus, che tutti i giorni parla a lui e agli altri a lungo.

Da quel racconto è emersa una situazione che sta destando preoccupazione a scuola e in Comune e che è stata resa nota grazie all’interrogazione protocollata ieri da Paola Panzeri per conto di Prospettive per Merate.

La questione ha per protagonista una volontaria del servizio piedibus che, con lo scopo di creare una chat con non si sa quali finalità, avrebbe raccolto i numeri di telefono di circa quindici studenti delle medie.

La chat è stata subito individuata e bloccata dalle famiglie anche se non è chiaro se sia stata effettivamente utilizzata per inviare messaggi e, se sì, di che genere.

Certamente, l’intervento della scuola è stato rapido. Non appena informata dei fatti, la dirigente scolastica ha subito segnalato quello che stava accadendo al Comune. Successivamente, il Comune, che organizza il servizio piedibus - che interessa 155 bambini ed è gestito grazie a 59 volontari - avrebbe allontanato la donna dal servizio.

«In base a quanto siamo riusciti a sapere - spiega Panzeri - non è accaduto nulla». Ciononostante, le famiglie si sono preoccupate perché, in via informale, sono emersi elementi secondo cui la donna in questione potrebbe essere gravata da precedenti penali e da condizioni personali incompatibili con l’attività svolta.

L’interrogazione sottolinea come il comportamento della volontaria sia «in potenziale contrasto con la normativa in materia di protezione dei dati personali, nonché con i principi di sicurezza e vigilanza che devono caratterizzare le attività svolte con i minori». Principi che erano stati messi nero su bianco nel regolamento “Piccoli passi”, sottoscritto da Comune e scuola nel 2022.

La minoranza solleva quindi una questione politica e domanda chi valuta i volontari che svolgono incarichi delicati come appunto quello del servizio piedibus, che li pone in contatto diretto con i minori.

Nel caso specifico, «i requisiti richiesti sono tre: maggiore età, stato di buona salute e assenza di precedenti penali», ricorda Panzeri. «Per quello che riguarda i precedenti penali, basta l’autocertificazione. Ci chiediamo se l’amministrazione non ritenga sia il caso di valutare l’adozione di ulteriori misure di tutela, tra cui l’acquisizione del certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti per i volontari impiegati in attività che comportano contatti diretti e continuativi con minori». Per ora, né dal sindaco Mattia Salvioni né dall’assessore Patrizia Riva sono arrivate risposte.

Forse perché stavolta non è accaduto nulla. Tuttavia, per ruoli così delicati, ragioni di opportunità imporrebbero controlli più approfonditi.

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