Nido di Brivio, il Consiglio di Stato chiude il caso: lo gestirà la Cometa

Il verdetto chiude un caso che si è aperto lo scorso anno con l’assegnazione alla cooperativa Cometa

Brivio

C’è voluto un anno e mezzo e diverse sentenze prima che la giustizia riuscisse a stabilire chi gestirà l’asilo nido “Un, due, tre, stella” di Beverate di Brivio.

La parola fine è stata scritta pochi giorni fa dai giudici del Consiglio di Stato che hanno assegnato la gestione alla cooperativa Cometa.

Nel 2025, attraverso la stazione unica appaltante della Provincia di Lecco, il Comune di Brivio aveva bandito la gara per la gestione. La cooperativa sociale Gialla aveva vinto ed era subentrata alla Cometa, che da sempre gestiva la scuola.

Quest’ultima aveva però fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale. In un primo momento, il Tar si era limitato a chiedere alla stazione unica appaltante di riesaminare i documenti. Successivamente, era entrato nel merito, assegnando la gestione a Cometa, arrivata seconda nella gara.

«Quest’ultimo atto - spiega Ildefonso Ghezzi, presidente della cooperativa Cometa - risale a gennaio. La sentenza del Tar stabiliva che il subentro avrebbe dovuto avvenire a marzo. Siccome nel frattempo la cooperativa Gialla ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, abbiamo preferito soprassedere e aspettare la nuova sentenza».

Sentenza che ha confermato quanto stabilito dal Tar e assegnato la gestione a Cometa.

Tre i vizi rilevati dal Consiglio di Stato, che ha annullato la prima assegnazione.

Il primo riguarda i costi del personale. La cooperativa Gialla aveva ridotto del 20% l’intero costo del personale, giustificandosi con la “morbilità” dei bambini. La sentenza precisa che la decurtazione è ammissibile solo per gli educatori, non per cuoco, ausiliari e coordinatrice. Di conseguenza, il calcolo sui costi presentati dalla Gialla non è corretto.

Inoltre - ed è il secondo vizio - non sono stati calcolati gli scatti di anzianità del personale. Scatti che sono prevedibili e che, come tali, vanno inseriti tra i costi dell’impresa.

Il Consiglio di Stato ha infine precisato che la cooperativa Gialla applicava al personale il contratto collettivo Aninsei anziché quello delle cooperative sociali. Per colmare il divario nella retribuzione, Gialla proponeva un “superminimo”. Il Consiglio di Stato ha escluso la possibilità di ricorrere a tale pratica.

Nella giornata di martedì, i dirigenti della cooperativa Cometa incontreranno il sindaco Federico Airoldi per capire come gestire il passaggio, in vista dell’anno scolastico che terminerà a fine di luglio. Entro poche settimane vanno comunque approfondite alcune problematiche.

«Le nostre rette, la carta dei servizi e altre cose applicate dalla nostra cooperativa sono differenti rispetto a quelle praticate dalla cooperativa Gialla - sottolinea Ghezzi. - Serve perciò un confronto con gli amministratori e quindi, si spera, anche con i genitori dei bambini che vorranno usufruire del nostro servizio».

Si tratta di un passaggio importante anche perché, nel corso dell’anno e mezzo di gestione dell’asilo da parte di cooperativa Gialla, il numero degli iscritti è passato da 50 a 22.

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