Cronaca / Merate e Casatese
Lunedì 22 Giugno 2026
Nuovo ponte tra Paderno e Calusco, il caso arriva a Bruxelles
L’eurodeputato del M5S Gaetano Pedullà chiede alla Commissione Europea verifiche sul progetto del nuovo viadotto tra Paderno e Calusco. Al centro dell’interrogazione l’aumento previsto del traffico e la compatibilità con gli obiettivi del Green Deal
Lettura 1 min.Paderno d’Adda
Il dibattito legato alla realizzazione del nuovo viadotto stradale e ferroviario tra Paderno d’Adda e Calusco d’Adda giunge sui tavoli delle istituzioni comunitarie a Bruxelles. L’eurodeputato Gaetano Pedullà del Movimento 5 Stelle ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Commissione Europea, formalizzando le preoccupazioni sollevate a livello locale dai residenti e dai comitati del territorio in merito ai potenziali impatti ambientali e viabilistici dell’opera.
Il progetto, coordinato da Rete Ferroviaria Italiana per il potenziamento della linea Carnate-Ponte San Pietro, viene formalmente classificato come un intervento strategico di mobilità sostenibile, richiamando l’accesso alle risorse europee regolate dai fondi FESR e dal Fondo di coesione per il ciclo 2021-2027.
Tale quadro normativo vincola l’erogazione dei sussidi al rispetto del Green Deal europeo e degli obiettivi comunitari di neutralità climatica, imponendo il rispetto del criterio di non arrecare danni significativi all’ambiente.
Tuttavia, gli elementi tecnici emersi dalle analisi territoriali delineano uno scenario differente per i comuni limitrofi. Uno studio indipendente commissionato dall’amministrazione della Provincia al Centro studi PIM evidenzia come l’attivazione della nuova struttura a doppia corsia stradale e ferroviaria potrebbe determinare un incremento del traffico veicolare pari al 90% sul viadotto. I flussi giornalieri stimati raggiungerebbero circa 14.700 transiti complessivi, all’interno dei quali si conta il passaggio di circa 2.000 veicoli industriali pesanti.
Secondo quanto esposto dal deputato europeo nel testo dell’atto ispettivo, lo scenario descritto dallo studio tecnico si porrebbe in netto contrasto con i target continentali di abbattimento delle emissioni inquinanti. Per questa ragione, l’iniziativa parlamentare chiede alla Commissione Europea di chiarire se siano già stati richiesti o concessi finanziamenti specifici a valere sui fondi europei e se i requisiti di ammissibilità abbiano tenuto conto delle ripercussioni concrete su inquinamento acustico, qualità dell’aria e congestione stradale.
Viene infine domandato quali tutele e procedure di controllo o eventuale revoca dei fondi siano previste nel caso in cui l’infrastruttura si riveli difforme dagli standard di sostenibilità previsti. Come si ricorderà, nelle scorse settimane Rfi ha avviato il bando europeo per il concorso di idee per il ponte, lasciando mano libera ai progettisti addirittura sulla sua collocazione.
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