Boscagli sindaco di Lecco, emozione e applausi alla proclamazione

Nomina ufficiale questa mattina nella sala consiliare di Palazzo Bovara per il neo eletto primo cittadino. Dopo i complimenti ricevuti in una telefonata da Giorgia Meloni, indica già la prima priorità del mandato: l’apertura del Ponte Vecchio.

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Lecco

C’è un momento preciso in cui una vittoria smette di essere un risultato elettorale e diventa realtà. A Lecco è successo martedì mattina, nella sala consiliare di Palazzo Bovara, quando Filippo Boscagli è stato ufficialmente proclamato sindaco.

Una cerimonia breve, quasi asciutta nella forma. Ma l’emozione, quella, non si è fatta trattenere dalle procedure. Era negli occhi dei sostenitori, nei sorrisi scambiati tra chi ha condiviso mesi di campagna elettorale, negli applausi che hanno accompagnato il passaggio formale. E forse era soprattutto nel volto del neo sindaco, che da quel momento si è trovato addosso il peso e l’onore della fascia tricolore.

Finita la proclamazione, Boscagli ha attraversato la sala stringendo mani e distribuendo abbracci. Uno a uno. Ai candidati, agli amici, ai collaboratori. A chi ha condiviso con lui quella che definisce «una bella camminata», iniziata molto prima degli ultimi mesi di campagna e culminata con la vittoria del centrodestra.Fuori, nel cortile del municipio, il racconto della notte appena trascorsa. Una notte quasi insonne.

«Ho dormito poco», ha confessato. «Mi sono svegliato presto stamattina; stiamo iniziando a realizzare quello che sta succedendo e quello che è successo». È il tono di chi sa che il giorno dopo le elezioni è diverso dalla notte della festa. Perché arriva il momento delle responsabilità. Ma prima ancora delle pratiche e dei dossier, ci sono i telefoni che continuano a squillare. Tra i tanti messaggi ricevuti, uno ha avuto inevitabilmente un peso particolare. Quello arrivato da Palazzo Chigi.

«Ieri sera c’è stata una bellissima chiamata, molto informale. Mi ha fatto i complimenti, abbiamo avuto un rapido scambio di battute, è stato molto bello». Dall’altra parte della linea c’era la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Una telefonata che vale come attestato politico, ma che Boscagli racconta soprattutto per il suo carattere umano. E subito dopo aggiunge un altro dettaglio, quasi a riportare tutto alla dimensione cittadina che gli interessa di più: «Ho ricevuto tantissimi messaggi e chiamate da cittadini comuni che hanno voluto dimostrare vicinanza, come è accaduto in questi mesi di campagna elettorale». La politica nazionale che chiama. E la città che risponde.

Poi arriva il momento delle priorità. Le prime ore da sindaco non hanno il sapore delle celebrazioni. Hanno quello delle agende da riempire, degli incontri da programmare, delle decisioni da preparare. «Il programma di oggi è mettere in fila le priorità e gli incontri da fare come sindaco», spiega. «Bisogna mettere ordine anche in agenda, stabilendo priorità e metodo di lavoro».

La giunta arriverà. Senza corse.

«Sappiamo di avere le qualità per una squadra di governo molto forte, quindi non c’è fretta. La fretta è quella di iniziare a lavorare». Ma se c’è una domanda alla quale Boscagli risponde senza esitazioni, è quella sul primo atto simbolico della sua amministrazione. Non parla di nomine. Non parla di equilibri politici. Parla dell’apertura del Ponte Vecchio. «L’avevo detto: appena sarà possibile lo faremo, è una delle priorità immediate».

. Video di Andrea Besati Filippo Boscagli proclamato sindaco di Lecco

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