Da Sondrio a Pontida, la Lega sul “pratone”: «Prima di tutto il progetto condiviso»

Oggi il tradizionale raduno della Lega: sul pratone attesi molti anche dalla provincia di Sondrio. E non mancano le critiche: Arrighini è molto scettico

Lettura 2 min.

Sondrio

Pontida torna a essere, alla vigilia del raduno, il luogo simbolico nel quale si concentrano le tensioni e le aspettative della Lega.

Oggi, dalle 10, il tradizionale appuntamento sul “pratone” bergamasco richiamerà militanti, amministratori e sostenitori da diverse parti d’Italia, in una fase nella quale il partito di Matteo Salvini si presenta alle prese con un confronto interno sul futuro del movimento e, soprattutto, sul rapporto tra la dimensione nazionale assunta negli ultimi anni e le originarie istanze del Nord.

Il vertice

È proprio sull’identità della Lega e sulla necessità di ritrovare unità che si è soffermata nei giorni scorsi Silvana Snider, consigliera regionale lombarda, dopo il vertice al Pirellone con Salvini, assessori e consiglieri regionali.

Un incontro definito «sereno» e dal quale, secondo Snider, è emersa «la consapevolezza che il rilancio del movimento debba passare da una squadra allargata, dal confronto e dalla valorizzazione di tutte le sue sensibilità».

Parole che acquistano un significato particolare alla vigilia di Pontida, appuntamento che quest’anno arriva in un clima di discussione interna. «Quando la Lega è sotto attacco e il mare è in burrasca, si stringono i denti e si combatte: non si abbandona la nave», ha detto Snider, richiamando il valore della militanza e della lealtà verso il movimento. E proprio ai comportamenti individuali ha rivolto un passaggio particolarmente netto: «È una vergogna farsi votare con un simbolo e poi cambiare casacca per convenienza o per il timore di non avere un posto in futuro». Per la consigliera regionale, «prima dei destini individuali vengono la parola data e il progetto condiviso».

L’appuntamento di oggi arriva mentre all’interno del mondo leghista si confrontano posizioni diverse sul rilancio del movimento e sul peso da restituire alle istanze settentrionali.

La stessa Lega presenta Pontida come una giornata di partecipazione e ripartenza, invitando militanti, amministratori, giovani, famiglie e sostenitori a ritrovarsi sul pratone. «Pontida è casa nostra, è la nostra storia, dove ci ritroviamo ogni anno per ripartire ancora più forti», ha scritto Matteo Salvini nella comunicazione ufficiale del partito.

Le voci critiche

Ma alla vigilia non mancano le voci critiche provenienti dall’area che contesta la direzione assunta dal Carroccio. In una nota diffusa dal Partito popolare del Nord, il segretario regionale lombardo Giulio Arrighini, ex deputato della Lega Nord, parla di una militanza che «attende con speranza e qualche illusione» l’appuntamento di Pontida.

Secondo Arrighini, le recenti discussioni interne avrebbero riacceso aspettative sul ritorno delle istanze autonomiste, ma il rischio è che il tema del Nord venga riproposto soltanto in occasione di campagne elettorali o candidature.

La critica dell’ex parlamentare è particolarmente dura. Arrighini sostiene che sul «Sacro Prato» la cosiddetta fronda interna potrebbe avanzare le proprie richieste, comprese quelle sulle candidature, presentandole in chiave nordista. E arriva a contestare l’attività parlamentare degli esponenti leghisti, sostenendo che non sarebbe sufficientemente concentrata sulle questioni del Nord.

Una lettura che lo porta a una conclusione molto netta: «La Lega oggi rappresenta il principale impedimento alle istanze del Nord».

È questo, quindi, uno dei temi che accompagneranno la giornata di oggi. Da una parte la richiesta di unità, rilancio e fedeltà al progetto ribadita dalla dirigenza e da esponenti come Snider; dall’altra le critiche di chi chiede un ritorno più marcato alle radici autonomiste.

In mezzo, una base militante chiamata a ritrovarsi sul pratone di Pontida, luogo storico della Lega e ancora una volta teatro del confronto sul futuro del movimento. La Lega, dal canto suo, punta a trasformare l’appuntamento in una giornata di «partecipazione, entusiasmo e ripartenza», mentre Snider invita a «superare le polemiche attraverso il lavoro e il confronto, senza rinunciare alle nostre battaglie e alle nostre radici».

© RIPRODUZIONE RISERVATA