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Mercoledì 27 Maggio 2026
Elezioni a Lecco, il giorno dopo
Prove di dialogo fra centrosinistra e Orizzonte. Centrodestra avanti, ma Boscagli: «Parlo a tutti, senza preclusioni»
Lettura 1 min.Lecco
Elezioni comunali di Lecco, day after senza squilli di tromba. Nel centrosinistra si mastica amaro e si prova a rimettere insieme i pezzi dopo un primo turno che ha consegnato a Mauro Gattinoni un distacco di 1.425 voti da Filippo Boscagli. L’obiettivo resta quello di tenere compatto il proprio elettorato e allargare i consensi oltre le quattro liste. La strategia è stata impostata nella prima riunione di coalizione di lunedì sera, ma già ieri mattina il sindaco e alcuni esponenti di Fattore Lecco erano al mercato di Maggianico a volantinare.
Da Palazzo Bovara filtra prudenza. «Non è il momento dei commenti a caldo ma di rimettersi in cammino quartiere per quartiere», è il ragionamento fatto dal sindaco ai suoi. Gattinoni ha richiamato più volte il dato dell’astensione: «C’è un 40% di lecchesi che al primo turno è rimasto a casa. È a loro che dobbiamo parlare, spiegando cosa abbiamo fatto e cosa vogliamo fare».
I numeri raccontano un quadro più complesso rispetto al 2020. Gattinoni ha raccolto 9.899 voti, circa 200 in meno di sei anni fa, mentre le liste si fermano a 9.270. Il Pd però cresce e sale al 22,04%. «Siamo il primo partito della città nonostante cinque anni di governo», rivendicano i dem, indicando nelle oltre 360 preferenze di Simona Piazza e Maria Sacchi «un riconoscimento al lavoro fatto». Più teso il clima nelle civiche: Ambientalmente scende al 3,87%. «Il risultato non ci soddisfa – ammette Renata Zuffi – ma non cambia il nostro impegno. Ora servono contenuti e chiarezza».
Resta sul tavolo il nodo Orizzonte per Lecco. Mauro Fumagalli mantiene un profilo attendista: «Arrivo da una scuola politica in cui tessere è sempre stato fondamentale. Ora chi ha del filo da tessere provi a tesserlo». Nessuna chiusura: «Sono aperto a ragionare di politica con tutti, senza preclusioni».
Attendismo consapevole anche tra gli autonomisti. Patto per il Nord e Partito popolare del nord valgono circa 800 voti. «Io rispondo sempre al telefono», osserva Francesca Losi, mentre da Patto per il Nord ribadiscono che «si parlerà di temi, non di poltrone». C’è anche chi annuncia l’astensione, come Ezio Venturini: «Al ballottaggio non andrò a votare, per coerenza».
Sul fronte opposto il centrodestra sente il vento favorevole ma non abbassa la guardia. «Non ci sarà una strategia diversa: stare in mezzo alla gente», dice Filippo Boscagli. «Parlo a tutti, a partire da chi è stanco e vuole cambiare». Boscagli ha raccolto 11.324 voti. Fdi è il primo partito, la Lega tiene la doppia cifra, Forza Italia resta sotto il 6% ma rivendica centralità. «L’area liberale è decisiva», ha sottolineato il segretario provinciale Roberto Gagliardi. La partita resta aperta, ma il filo da tessere, a Lecco, è sempre più sottile.
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