Lecco, il voto rione per rione: Boscagli a valanga in centro, tre quartieri al centrosinistra

Il centrodestra già sopra il 50% a Pescarenico, Laorca e Caleotto. Gattinoni vince a San Giovanni, Olate e Rancio. Contendibili Chiuso e Belledo. E sul piatto 2000 voti liberi

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Lecco

Da dove muovere le proprie pedine per lanciare la remuntada? Quali roccaforti dover rinsaldare per evitare cedimenti fatali? E, soprattutto, dov’è che i voti degli esclusi potrebbero fare la differenza?

Archiviato il primo turno, i due sfidanti ufficiali del ballottaggio iniziano a gettare lo sguardo alla scacchiera per come è stata plasmata dal voto degli oltre 23mila lecchesi arrivati alle urne.

I tre esclusi

Lo diciamo subito: sul piatto ci sono circa duemila voti che non appartengono né a Mauro Gattinoni (che ha chiuso il primo turno al 42,5%) né a Filippo Boscagli (48,7%). A intuito le preferenze a Mauro Fumagalli apparterrebbero al campo del centrosinistra, quelle di Losi e Colombo, invece, al centrodestra. Ma ci sono molte baruffe e veti incrociati nella storia recente che lega le tre liste escluse agli immediati dirimpettai. Il che rende molto complicato stabilire se e come potranno rientrare nei giochi. Sta di fatto che Boscagli supera da solo il 50% in sei rioni della città: di poco a Laorca e Bonacina. Di almeno tre punti a Pescarenico (dove gioca in casa) e Caleotto, per poi andare a valanga (56,6%) nelle sei sezioni del centro Lecco.

Dal canto suo, Mauro Gattinoni prevale solo a Olate, San Giovanni e Rancio (storiche roccaforti di sinistra), staccando Boscagli rispettivamente del 4% e del 7%, ma senza arrivare al 50% complessivo di consensi in due casi su tre. Poco male, il sindaco uscente può iniziare da quei due rioni a tentare di muovere le pedine del suo Risiko.

Sfida aperta

Tra i rioni contendibili, c’è sicuramente Chiuso, dove i due candidati risultano divisi da poco più dell’1%. Stesso discorso per Belledo e Germanedo (addirittura meno dell’1%). Dove invece diventa decisivo capire i flussi dei voti ai candidati rimasti esclusi dal ballottaggio (Orizzonte per Lecco in primis) sono i rioni nei quali Boscagli, pur sotto al 50%, inizia già a scavare un solco piuttosto profondo. A Maggianico la distanza è di quasi il 3%, ad Acquate di oltre il 3% e a Santo Stefano del 4,5%. Quasi abissale, invece, il distacco a Castello: dieci punti secchi separano infatti Boscagli da Gattinoni.

I numeri reali

Fin qui i dati in percentuale. Certo, poi ci sono i numeri reali. Il fossato scavato da Boscagli in centro città vale 700 voti, quello a Castello circa 300. Ed è qui che il centrodestra ha costruito le sue fortune. A Chiuso, al contrario, è praticamente pareggio (17 voti di differenza), mentre il vantaggio di Gattinoni a Rancio si concretizza in fondo in una settantina di preferenze.Altro discorso, i numeri disaggregati per sezione. Gattinoni prevale in alcune sezioni di rioni che invece, nel complesso, arridono a Boscagli. Una sezione di Chiuso, una di Maggianico, ben due di Acquate (ma nella terza Boscagli va a valanga), una di Santo Stefano.

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