Lecco: terremoto nel centrodestra. Fiocchi sceglie Vannacci

Alla vigilia della prima seduta di consiglio comunale, prima frattura nella coalizione che sostiene Boscagli. Era il candidato più votato fra i meloniani

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Futuro nazionale, il partito fondato poche settimane fa dal generale Roberto Vannacci, entra in consiglio comunale a Lecco con Paolo Fiocchi, il quale lascia Fratelli d’Italia. La notizia trasforma il giorno dell’insediamento del nuovo consiglio comunale in un terremoto politico per il centrodestra. «Ho già protocollato in municipio – spiega Paolo Fiocchi – l’uscita dal gruppo di Fratelli d’Italia e l’ingresso nel gruppo misto. Mollo proprio il partito ed entro in Futuro nazionale».

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Paolo Fiocchi è il figlio dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Pietro Fiocchi e alle ultime amministrative è risultato il candidato più votato della lista di Fdi, nonché il secondo più votato di tutto il centrodestra, con 404 preferenze. «È mancato il rispetto nei miei confronti. – prosegue Fiocchi – Chi mi segue e mi ha votato mi ha chiesto di partecipare al governo della città e di essere incisivo ma la mia voce è stata ignorata. Avendo avuto l’occasione di parlare con Vannacci giovedì ho deciso di aderire a Futuro nazionale. Mi hanno convinto due aspetti chiave: meritocrazia e l’importanza di guadagnarsi sul campo i propri spazi».

Fiocchi ha pubblicato sui suoi canali social un breve video in cui compare assieme a Vannacci. A sua volta il generale ha commentato l’ingresso dell’ex meloniano con un post su Facebook in cui compare la frase: “le armi le avevamo già, ora non ci mancheranno le munizioni”. Nonostante l’ingresso in Futuro nazionale, Fiocchi assicura il suo sostegno al nuovo sindaco Filippo Boscagli. «Rimango convinto – sottolinea l’ex meloniano – che a Lecco serviva un cambiamento e che Filippo Boscagli potrà fare un buonissimo lavoro da sindaco. Io ora sarà più libero di poter esprimere la mia opinione senza dover calibrare ogni parola. Continuerò a incontrare le persone, a raccogliere le loro istanze e portarle in consiglio comunale. Se ci saranno cose che non troverò corrette adesso sarò libero di intervenire. Vista la situazione a livello nazionale, non so se Lega e Fratelli d’Italia vorranno coinvolgere Futuro nazionale nel governo della città. In entrambi i casi il mio atteggiamento non cambia».

Una volta confermata la candidatura a sindaco di Boscagli, sostenuta sul territorio in particolare dal consigliere regionale meloniano Giacomo Zamperini, Fiocchi ha avviato un’intensa campagna elettorale sui social che gli ha permesso di raccogliere oltre 400 preferenze nelle urne. Alla luce di questo risultato, nonostante sia alla prima esperienza politica, Fiocchi è stato a lungo in lizza per un posto da assessore nella nuova giunta di Boscagli, poi però non arrivato come per il sindaco di Morterone Dario Pesenti, stretto collaboratore di Pietro Fiocchi che però avrebbe dovuto fare l’assessore esterno. Il giovane Fiocchi sembrava quindi diretto verso il ruolo di capogruppo dei meloniani ma nella riunione di gruppo della scorsa settimana è stato scelto l’ex assessore provinciale Gianluca Bezzi per questo ruolo. «Paolo è stato tra i primi a credere in Boscagli e ha investito un sacco di risorse. – commenta Pietro Fiocchi – Si è innervosito perché non è stato considerato nelle trattative per la nuova giunta. L’ingresso in Futuro nazionale è una sua scelta, su cui abbiamo discusso a lungo e su cui posso essere d’accordo oppure no. Di certo non mi sono piaciuti alcuni passaggi decisionali nel percorso che ha portato alla formazione della nuova giunta. Io rimango in Fratelli d’Italia senza nessun problema e ho già aperto discussioni con Roma affinché situazioni simili non si ripetano».

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