Politica / Morbegno e bassa valle
Sabato 09 Maggio 2026
Morbegno, Giorgetti e Casellati ricordano Ezio Vanoni: «Il suo pensiero è ancora attualissimo»
A Morbegno il convegno dedicato ai 70 anni dalla scomparsa di Ezio Vanoni, il “ministro della Montagna”. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati hanno sottolineato l’attualità della sua visione su etica fiscale, rigore nei conti pubblici e attenzione ai territori
Morbegno
«Diceva Ezio Vanoni: È, il ministro del Tesoro, il più disgraziato dei ministri, perché è su di lui che incombe il dovere di conciliare, con il presidente del Consiglio, le diverse e divergenti esigenze che si affacciano nella vita sociale del Paese». Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha voluto ricordare in questo modo l’illustre predecessore, Ezio Vanoni, nel convegno dedicato ai 70 anni dalla scomparsa del ministro della Montagna.
Ospiti d’eccezione, in un parterre ricco di interventi istituzionali e tecnici qualificati in sala, ma anche in video (come l’ economista Alberto Quadrio Curzio), sono stati il ministro Giorgetti, insieme alla collega alle Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati. Entrambi hanno posto l’accento sull’etica fiscale ed economica, indubbio marchio di fabbrica del grande economista e politico italiano al quale Morbegno ha dato ai natali, città e luoghi , quelli valtellinesi, ai quali Vanoni è sempre rimasto legato da un cordone molto stretto e saldo. Un sentire reciproco e ricambiato. Per questo la cittadina del Bitto gli ha tributato una doverosa dichiarazione di stima e affetto con una giornata interamente a lui dedicata per rammentare soprattutto come, a 70 anni dalla scomparsa, l’eredità di Vanoni sia quanto mai attuale e da attuare.
Non ha mancato di ricordarlo il ministro Giorgetti parlando di una delle figure chiave della rinascita post-bellica, noto per aver saputo coniugare il rigore tecnico con una visione sociale dell’economia. «I principi seguiti da Vanoni restano assolutamente attuali e validi, declinati nel tempo – ha sottolineato Giorgetti -. Basti pensare che il principio sancito dall’articolo 81 della Costituzione voluto da lui è quello che persegue ogni tipo di decisione di legge ed emendativa ancora oggi nel Parlamento. L’attuale classe politica fa fatica ad accettarla, ma questo è un principio di sana Finanza pubblica che ancora oggi è modernissimo. Una gestione prudente e responsabile dei conti dello Stato e un costante monitoraggio della spesa pubblica sono principi guida di ogni scelta: la stabilità finanziaria è, infatti, la precondizione per la crescita, tanto in Italia quanto in Europa».
Poi la citazione diretta di Vanoni (“ È, il ministro del Tesoro, il più disgraziato dei ministri) come richiamo attuale alla responsabilità della politica economica. «Bisogna a un certo momento, assumersi la responsabilità di trovare l’equilibrio migliore, il più sano, il più rispondente alle esigenze della nostra funzione e della nostra vita sociale. Scegliere significa sempre tenere insieme i vincoli, gli equilibri e il futuro del Paese. In questo vedo una continuità con la mia azione e di questo Governo».
Dopo l’aggancio con la riforma fiscale promossa da Vanoni all’inizio degli anni ’ 50 («sostengo con convinzione le esigenze di un ordinamento tributario più organico e nazionale, capace di offrire stabilità e accompagnare la crescita economica senza soffocarla), un altro elemento di modernità da pescare nel Vanoni – pensiero: il valore del territorio. «Per lui l’Italia non era una somma indistinta, ma un mosaico di realtà diverse, ognuna portatrice di bisogni specifici e di potenzialità proprie. Esistono vulnerabilità che attraversano i territori e che non possono essere ignorate: il rischio non è solo economico, ma civile. In questo senso, il pensiero di Vanoni richiama una responsabilità che non può essere rinviata»
Sulla stessa linea il ministro Casellati quando ha parlato dei quesiti che Vanoni si pose: Come si costruisce uno Stato equo? Come si coniugano libertà e solidarietà?. «Sono domande che meritano risposte all’altezza dei suoi insegnamenti. Per questo auspico che questo convegno non sia soltanto un atto di memoria storica, ma soprattutto di responsabilità civica: quella di continuare a essere ispirati dal suo pensiero e dalla sua azione».
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