Secam: assemblea rinviata per risolvere il nodo debiti mutui idrici. Servono subito 2 milioni

L’assemblea di Secam rinviata al 5 maggio deve approvare bilancio e piano industriale. Al centro della discussione, il mancato rimborso di 9,4 milioni di euro di mutui ai Comuni, un nodo cruciale per la tenuta della società

Sondrio

Convocata, riunita e subito rinviata. È stata aggiornata all’inizio della prossima settimana, il 5 maggio per l’esattezza, l’assemblea di Secam, la società interamente pubblica che si occupa di rifiuti e del servizio idrico integrato per i Comuni della provincia, chiamata ad approvare, tra gli altri punti all’ordine del giorno, il bilancio 2025 e il piano industriale.

Un rinvio di cinque giorni – il massimo consentito dal regolamento – utile a trovare una soluzione all’annoso problema del rimborso dei mutui del sistema idrico integrato ai Comuni: quel 60% ancora da saldare (fino al 2030) rispetto agli investimenti voluti e approvati dai sindaci, che rischia di far saltare gli equilibri della società.

Si tratta di un totale di circa 9,4 milioni di euro – di cui 1,9 milioni già previsti per il 2026 – che l’anno scorso Secam aveva promesso di iniziare a restituire proprio a partire da questo esercizio, tanto che gli enti locali avevano già iscritto le relative somme a bilancio. Un pagamento che però la società, ancora in difficoltà sul fronte finanziario, ha deciso di rinviare nuovamente. Una scelta che ha messo in allarme gli amministratori e rischiato di decretare la fine di Secam.

La situazione si trascina ormai da anni. Il piano industriale straordinario di Secam, approvato alla fine del 2019, aveva previsto lo slittamento dei rimborsi dei mutui ai Comuni, con l’erogazione del 40% tra il 2020 e il 2025 e della restante parte dal 2026 al 2030. Nell’autunno del 2022 l’allora presidente della Provincia, Elio Moretti, ipotizzò di destinare a Secam, passando per l’Ato, 5 milioni di euro all’anno per tre anni, attingendo ai fondi dell’Aqst. Parole a cui però, come ricordò il suo successore Davide Menegola alla prima assemblea utile dell’aprile 2023, non seguirono mai atti concreti. E ora il problema si ripresenta.

Per evitare il tracollo di una società che appartiene all’intero territorio e che porta il peso di decisioni forse assunte con troppa leggerezza quando le reti idriche dei Comuni passarono sotto Secam insieme ai debiti per renderle efficienti, proprio oggi - prima della riunione del controllo analogo, tenuta a porte chiuse, e dell’assemblea - si è riunito un tavolo di “volenterosi” per valutare la situazione e le possibili soluzioni.

A proporlo, scuotendo le coscienze dei colleghi amministratori, è stato il sindaco di Tresivio nonché vicepresidente del Bim, Fernando Baruffi. Insieme a lui erano presenti il presidente del Consorzio dell’Adda, Luca Della Bitta, il presidente della Provincia, Davide Menegola, e i rappresentanti del Comune capoluogo e delle Comunità montane.

Da Bim e Provincia è arrivata la disponibilità a intervenire nell’immediato, con un impegno di 2 milioni di euro per quest’anno e, soprattutto, la volontà condivisa di chiudere definitivamente la partita, individuando ulteriori risorse per azzerare i debiti e consentire a Secam di “respirare”.

Dove reperire i fondi - dal momento che quelli dell’Aqst non sembrerebbero utilizzabili - e con quali modalità trasferirli alla società resta ancora da definire: è questo il compito che gli amministratori si sono dati per i prossimi cinque giorni.

E se anche la data del 5 maggio non suona tra le più propizie, sarà necessario arrivare all’assemblea di martedì con le idee più chiare e una proposta concreta da sottoporre ai sindaci.

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