Sport, fede e politica locale. A Lecco il secondo Boscagli sindaco

L’identikit Il cursus honorum è la cifra distintiva del primo cittadino. Cdz, Comune, Provincia. L’ispirazione dello zio Giulio, mancato nel 2024

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Lecco

L’ingresso in consiglio comunale vent’anni fa, dopo gli anni di consiglio di zona a Pescarenico. Poi il seggio a Villa Locatelli, la candidatura di testimonianza alle Regionali nel 2018 e, quest’anno, la lunghissima attesa per il via libera alla corsa a sindaco.

Il cursus honorum è forse la cifra politica distintiva di Filippo Boscagli, l’uomo che da ieri è il diciottesimo sindaco di Lecco dal dopoguerra. Il neo eletto primo cittadino ha vissuto la politica locale assecondando (come nei tempi della Prima Repubblica) il naturale ordine dei ruoli. Peraltro, attraversando stagioni politiche che si sono rivelate molto diverse tra loro, soprattutto nell’alveo del centrodestra. Dalla caduta della giunta Faggi all’era Nava, dalla catarsi berlusconiana al crollo del Pdl, fino alla recente esperienza civica di Lombardia ideale (in scia ad Antonio Rossi) e al primato territoriale di FdI.

Eletto consigliere con Forza Italia a Palazzo Bovara nel 2006 a 26 anni, porta di fatto in Comune l’esperienza pluriennale da rappresentante d’istituto al Grassi e, quindi, in Università Statale (dove, nel frattempo, si laurea in Giurisprudenza: oggi lavora in un ufficio legale).

Nel 2009 si aggiunge l’incarico in Provincia, sotto le insegne dell’ultima stagione vittoriosa del centrodestra a Lecco, quella di Daniele Nava. Negli anni successivi, conquista la rielezione dapprima in quota Pdl (2010), poi Ncd (2015), la civica Lecco Ideale a sostegno di Peppino Ciresa (2020), fino al passaggio del 2023 in Fratelli d’Italia.

E sono proprio i meloniani, dopo un lungo e farraginoso confronto con i vertici regionali e nazionali della Lega, a strappare il via libera definitivo per la sua candidatura a sindaco di Lecco.

Era il marzo scorso. Ora, a tre mesi di distanza da quel giorno, Boscagli è il nuovo sindaco di Lecco. Il primo, almeno in epoca repubblicana, a ricoprire un ruolo analogo a un parente stretto. Lo zio, Giulio Boscagli (mancato nel 2024) era stato primo cittadino tra il 1986 e il 1993. Sua l’ispirazione che il neo eletto sindaco ha sempre riconosciuto durante questa campagna e, più in generale, nel proprio percorso politico.

Un percorso politico che, per sua stessa ammissione, si intreccia con una fede cattolica sempre dichiarata (come l’adesione a Comunione e Liberazione) e anche a passioni spesso portate nel dibattito pubblico.

Il calcio, lo sport, il tifo bluceleste e rossonero, la montagna (uno spot elettorale del 2018 l’aveva girato in vetta al Resegone, con giacca e cravatta). Tra i temi del territorio che riconosce come propri ci sono anche educazione e terzo settore, oltre all’opportunità di viaggiare in Italia e all’estero, anche attraverso esperienze missionarie in Europa, America e Africa, l’ultima nel 2025 a Nairobi.

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