Lecco, archiviata l’inchiesta sulla ruota panoramica: fu il vento a causare il crollo

Svolta nelle indagini sul cedimento del giugno 2025: il gip esclude responsabilità umane e attribuisce il crollo alle eccezionali condizioni meteo. Chiuso il procedimento per disastro colposo.

Lettura 1 min.

Lecco

Adesso è ufficiale, la responsabilità del crollo della ruota panoramica del 21 giugno 2025 è da attribuire esclusivamente alle cause metereologiche avverse, e non a qualche negligenza od omissione da imputare invece all’uomo. E’ stata colpa delle forti raffiche di vento che colpivano la città, assieme alle pioggia, in quella giornata molto problematica per quanto riguarda le condizioni climatiche. L’inchiesta aperta per chiarire le cause di quanto avvenuto sul lungolago, in Riva Martiri delle Foibe, è stata infatti ufficialmente archiviata dal gip Gianluca Piantadosi, come chiesto peraltro anche dalla procura, che inizialmente aveva ipotizzato il reato di disastro colposo.

La conferma dell’archiviazione del procedimento arriva dall’avvocato di Biella Carlo Boggio Marzet, che assiste Graziano Minero, il collaudatore dell’attrazione turistica, nonché uno degli indagati. Gli accertamenti dei tecnici miravano a verificare gli ancoraggi della ruota panoramica al suolo, la loro tenuta e lo stato di conservazione, oltre che, in generale, le condizioni di sicurezza relative all’impianto di divertimenti, installato proprio davanti al lago, come negli anni precedenti. Qualche giorno dopo il fatto, a seguito del quale fortunatamente non si erano registrati feriti, i consulenti si erano presentati per il sopralluogo sul posto e gli accertamenti di rito. A proposito del biellese Graziano Minero. invece, era emerso Il suo nome anche relativamente a un’inchiesta su un presunto giro di mazzette versate da alcuni giostrai per ottenere false certificazioni e permessi in Piemonte, e proprio nelle scorse settimane, anche per la tragedia di Spotorno, in Liguria, lungo la riviera di Ponente, dove un ragazzino di soli 15 anni, Alessio Colletti, lombardo residente Saronno, è morto folgorato dopo aver utilizzato il cosiddetto calciometro, una attrazione che misura la potenza del tiro al pallone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA