Sondrio, caso Melavì: opposizioni all’omologa del concordato

In tribunale a Sondrio l’udienza sul piano di concordato preventivo. I creditori contestano la mancanza di elementi e documentazione nel piano presentato.

Sondrio

Seconda e ultima udienza in tribunale a Sondrio giovedì, a mezzogiorno, sul caso Melavì. Un’ora e mezza a porte chiuse durante la quale il collegio giudicante, composto da Barbara Licitra, presidente, Maria Martina Marchini e Francesco Zapparoli, a latere, ha affrontato dapprima alcune questioni formali relative alle notifiche, presto archiviate, per poi entrare nel merito della discussione circa l’omologa o meno del piano di concordato preventivo semplice presentato dalla cessata società ortofrutticola Melavì, così da definire il percorso di crisi al proprio interno, bando al coinvolgimento di un liquidatore indicato dal giudice.

Un’omologa, però, cui si oppongono una sessantina di soci, fra conferitori e non conferitori, che asseriscono di essersi trovati del tutto spiazzati rispetto allo stato di crisi annunciato nella primavera dello scorso anno e di non essere stati informati al riguardo. I loro crediti sotto forma di risparmi depositati sul libretto sociale, ora bloccato, ammontano a 2,8 milioni di euro complessivi, su un totale di 749 associati, oltre all’ultimo rateo del raccolto del 2023 e a tutto il raccolto del 2024 rimasti non pagati dalla società.

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