Vigneti valtellinesi, caldo e siccità anticipano la maturazione

Fondazione Fojanini: oltre metà dei grappoli è già invaiata. Piante in sofferenza, ma la peronospora è quasi assente.

Lettura 2 min.

Sondrio

Caldo, siccità e una maturazione delle uve decisamente in anticipo rispetto alla stagione. È un’estate difficile quella che stanno vivendo (anche) i vigneti in Valtellina, alle prese ormai da settimane con condizioni meteorologiche che stanno lasciando segni evidenti sulle piante. A fotografare la situazione è il più recente bollettino della Fondazione Fojanini che conferma il quadro già delineato a fine luglio: situazione di persistente siccità, accompagnata da temperature elevate e superiori alla media del periodo. Le piogge delle ultime settimane sono state spesso di carattere temporalesco, localizzate e poco efficaci nel ripristinare in maniera uniforme le disponibilità idriche dei terreni. I dati di luglio raccontano bene la situazione. A Sondrio a luglio sono caduti complessivamente 48,8 millimetri di pioggia. Qualcosa in più in Bassa valle, con circa 62 millimetri ad Ardenno e 64 a Buglio in Monte.

Numeri che ricordano da vicino quelli del luglio 2022, quando a Sondrio le precipitazioni si fermarono a 55,2 millimetri. Una somiglianza anche sul fronte delle temperature: quella media di luglio a Sondrio è stata di 26,03 gradi, contro i 26,62 del luglio 2022. «Praticamente i due valori più elevati in assoluto su base trentennale» osservano i tecnici della Fondazione Fojanini. In entrambi gli anni le temperature massime di luglio sono arrivate a 38-39 gradi: quest’anno la giornata più calda finora è stata quella del 30 luglio con 39 gradi. Il caldo non si è limitato alle ultime settimane. Dal primo giugno sono state 14 le giornate con temperature superiori ai 36 gradi, contro le 13 registrate nello stesso periodo del 2022. Anche la temperatura media di giugno era stata molto elevata, superiore ai 23 gradi. La differenza rispetto al 2022, almeno per quanto riguarda l’inizio dell’estate, è rappresentata dalle precipitazioni di giugno, quest’anno decisamente più abbondanti. Ma il bilancio complessivo nel rapporto tra temperature elevate e disponibilità idriche è comunque negativo. I segnali di sofferenza sono evidenti in diverse zone. Particolarmente colpiti sono i terrazzi più esposti, dove i terreni sono superficiali e il vento contribuisce ad aumentare ulteriormente la perdita di acqua, ma anche i giovani impianti che non dispongono di irrigazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA