Trivigno, addio allo sci di fondo? Scontro tra maggioranza e opposizione

L’amministrazione comunale valuta un futuro senza anello, complice il cambiamento climatico e l’indisponibilità dei proprietari dei terreni. Si pensa a sentieri per escursioni.

Tirano

La stagione dello sci si avvia ormai verso la conclusione, ma a Trivigno, anche quest’inverno, non è neppure iniziata. Motivo per cui sul tema maggioranza e minoranze del Comune di Tirano si sono confrontati in consiglio comunale. L’occasione è stata l’approvazione della terza variazione di bilancio, passata con l’astensione delle opposizioni. Marco Agutoli, capogruppo di “Tirano per te”, ha puntato il dito contro il taglio di 25mila euro dal capitolo sport e tempo libero, fondi che erano destinati alla pista di fondo di Trivigno che, come detto, non è stata aperta durante i mesi scorsi. «A questo punto mi domando e vi domando – ha dichiarato Agutoli -: la pista di fondo è ancora un obiettivo dell’amministrazione oppure no?». Il capogruppo di “Rinnova Tirano”, Sonia Bombardieri, ricordando il valore mandamentale dell’anello di Trivigno e riconoscendo pure le complicanze legate al cambiamento climatico, ha però detto che «una decisione bisogna prenderla al riguardo».

Il sindaco, Stefania Stoppani, ha dapprima tranquillizzato Agutoli precisando, come era stato detto in commissione, che i 25mila euro delle risorse per Trivigno sono «una quadratura contabile, cioè vengono prese in prestito per sistemare contabilmente una posta in uscita, ma verranno riposizionate – ha risposto –. Il quadro su Trivigno, però, non è roseo. Siamo di fronte ad un progetto che vede coinvolti diversi Comuni; inoltre va considerato anche il cambiamento climatico per cui l’area della pista di Pian Gembro è già stata esclusa da eventuali progetti. Il tema principale, che stiamo analizzando di concerto con la presidente della Comunità montana di Tirano e vicesindaco, Giordana Caelli, è l’indisponibilità dei fondi da parte dei proprietari. Circa l’80 per cento di proprietari è di Villa di Tirano e ha avanzato dubbi sul mettere a disposizione i propri pascoli per la pista. A questo si aggiunge il ritiro della disponibilità del soggetto che storicamente gestiva la pista (lo Sci Cai Tirano, ndr)». Stoppani ha, anche, rimarcato l’assenza di servizi in questa zona che soffre della mancanza di parcheggi «con la conseguenza di auto che venivano lasciate in disordine» e di servizi igienici.

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