Cronaca / Morbegno e bassa valle
Venerdì 02 Ottobre 2026
Chiude storico negozio di elettronica di Morbegno: era attivo dal 1954
Marcello e Daniele Ciapponi hanno raccolto il testimone dell’attività avviata dalla famiglia e portata avanti per decenni. Marcello è già in pensione, ora tocca a Daniele. «La loro non è mai stata una logica dell’usa e getta, ma il tentativo di far vivere gli oggetti».
Lettura 1 min.Morbegno
«31 ottobre: chiusura per cessata attività. Liquidazione». Laconico il cartello affisso alla vetrina, dietro al quale c’è una storia lunga più di settant’anni. Da qui parte il saluto allo storico negozio Ciapponi di via Ambrosetti, a Morbegno, attività che dal 1954 ha accompagnato generazioni di clienti tra elettrodomestici, materiale elettrico, lampadari e articoli per la casa. Una storia commerciale, certo, ma anche una storia fatta di persone. Perché da Ciapponi non si è trattato mai soltanto di acquistare un piccolo elettrodomestico, un’affettatrice o un lampadario. La filosofia dei titolari è sempre stata quella di «vendere fiducia, consigli e assistenza a domicilio», con competenza, garbo e riservatezza. Un modo di intendere il commercio oggi sempre più raro, nel quale il rapporto con il cliente contava almeno quanto il prodotto messo sul bancone.
Ora le serrande si preparano ad abbassarsi definitivamente. Marcello e Daniele Ciapponi hanno raccolto il testimone dell’attività avviata dalla famiglia e portata avanti per decenni. Marcello è già in pensione, ora tocca a Daniele che negli ultimi anni ha continuato a occuparsi del negozio, mantenendo vivo anche un servizio che molti clienti conoscevano bene: le piccole riparazioni. Ed è proprio questo aspetto che Gabriele Magoni ricorda con particolare affetto. Amministratore comunale, ma soprattutto vicino di casa e amico della famiglia Ciapponi, Magoni parla di una conoscenza che dura da anni. «Fra le nostre famiglie c’è stata una convivenza di buon vicinato per 70 anni» - racconta. Per questo, davanti alla chiusura, ammette di avere «la lacrima per questa chiusura». Da amministratore riconosce una dinamica ormai evidente: quando non ci sono eredi pronti a proseguire, molte attività storiche arrivano alla fine del loro percorso. Ma da privato cittadino, dice, il dispiacere è grande, «anche perché sono degli amici».
Nel ricordo di Magoni ci sono anche Gianfranco e Geltrude Rappella, i genitori di Marcello e Daniele, che avevano avviato quella storia commerciale. Gianfranco, insieme al fratello, si era occupato inizialmente di impianti elettrici, prima di aprire il negozio. E proprio la casa dei Magoni è legata a doppio filo a quella vicenda: fu il nonno di Gabriele a costruire l’immobile e successivamente a venderne una parte ai Ciapponi. «Gianfranco era uno dei reduci della Russia, uno dei pochi che si è salvato. Gertrude per me era un po’ come una seconda nonna - dice Magoni -. Una persona che aveva sempre una parola buona per tutti quanti. Era realmente molto sensibile». Poi c’è il negozio, quello delle piccole cose che diventavano grandi proprio perché qualcuno si prendeva il tempo di aggiustarle. «La loro non è mai stata una logica dell’usa e getta, ma il tentativo di far vivere gli oggetti. Per questo ancora oggi tanti morbegnesi andavano lì portando un ferro da stiro o un elettrodomestico da riparare, insomma un servizio desueto, però, ma molto apprezzato». Adesso quella porta si chiuderà. Resterà però una storia che va ben oltre una vetrina.
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