Costiera dei Cech, chiude la Provinciale 10 tra Bedoglio e Cevo

Da oggi stop al traffico tra Bedoglio e Cevo nel Comune di Civo per il rischio caduta massi. Nessun paese resterà isolato, ma pendolari, studenti e attività dovranno fare i conti con una viabilità completamente riorganizzata.

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Civo

Scatta domani, venerdì 3 luglio, e sino a data da definire la chiusura totale della strada provinciale 10 dei Cech Orientale nel tratto compreso tra il chilometro 10+100 e il chilometro 13+370, tra Bedoglio e Cevo, nel Comune di Civo. Una decisione precauzione necessaria per garantire la sicurezza del tratto, ma destinata a incidere pesantemente sulla viabilità locale, senza al momento una data certa di riapertura. Il provvedimento è stato definito al termine del tavolo di coordinamento convocato in Prefettura lo scorso 11 giugno, alla presenza di Provincia, Regione Lombardia, Comunità montana di Morbegno e dei Comuni di Civo, Dazio, Mello, Morbegno, Traona e Val Masino ( tutti Comunii interessanti più o meno direttamente da questa viabilità). L’obiettivo è ridurre il rischio lungo un versante da sempre considerato tra i più fragili della Costiera dei Cech e già interessato, negli anni, da episodi di dissesto e incidenti anche gravi .

L’ultimo smottamento lo scorso 25 aprile quando la caduta di un masso che aveva raggiunto anche il tetto di una seconda casa, non abitata, in località Ca della Linda. Esiste uno studio ricognitivo della Provincia sulla pericolosità del versante, redatto nel maggio 2022 e condiviso con Regione, Comunità montana e Comuni interessati. Il documento individua le aree maggiormente esposte al rischio caduta massi e definisce, per ciascuna di esse, gli interventi necessari alla riduzione del pericolo. Negli anni successivi sono state realizzate alcune opere di consolidamento, ma il quadro complessivo risulta ancora incompleto, con diversi tratti che restano esposti a condizioni di criticità. Lo studio evidenzia inoltre come i recenti episodi di caduta massi abbiano reso necessario un ulteriore intervento di prevenzione, portando alla scelta della chiusura del tratto stradale dove esistono percorsi alternativi, mantenendo invece aperti i segmenti indispensabili a garantire l’accesso ai centri abitati. Con il provvedimento nessun paese resterà isolato, ma i disagi saranno inevitabili e di lunga durata, con effetti su pendolari, lavoratori, studenti e attività economiche. «Il disagio sarà notevole – spiega il sindaco di Civo, Emilio Guareschi –. L’ordinanza prevede la riapertura solo al termine degli interventi e, per quanto ci è stato prospettato, la chiusura potrebbe protrarsi ben oltre un anno. Le difficoltà riguarderanno chi ogni giorno si sposta tra Cevo, Roncaglia e la Val Masino per lavoro. Questa poi è la stagione turistica di passaggio. Ci siamo già attivati in vista dell’apertura delle scuole: il trasporto degli alunni sarà completamente riorganizzato, con percorsi diversi e orari da rimodulare insieme all’azienda che gestisce il servizio e alle famiglie».

Preoccupazioni anche dal confinante Comune di Val Masino. Il sindaco Pietro Taeggi sottolinea una criticità ulteriore legata alla viabilità alternativa: «Comprendiamo la scelta della Provincia, dettata da ragioni di sicurezza che sono prioritarie. Tuttavia, se dovessimo essere costretti a chiudere la Provinciale 9 per una caduta massi, come è già accaduto in passato, non avremmo più la Provinciale 10 come via alternativa. È un elemento che va attentamente considerato». Il cantiere interesserà un’ampia porzione del versante sovrastante la carreggiata e prevede interventi ( solo alcuni già finanziati) di consolidamento, installazione di reti paramassi e opere di protezione del fronte roccioso. La riapertura avverrà solo al termine dei lavori e delle necessarie verifiche tecniche sulla riduzione del rischio

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