Lutto a Talamona per la scomparsa di Sergio Cian

Per oltre sessant’anni punto di riferimento del paese, nella sua storica bottega ha intrecciato lavoro, amicizia e comunità

Lettura 1 min.

Talamona

«Talamona perde un pezzo della sua storia. Per generazioni è stato più di un barbiere: la sua bottega era un salotto del paese, un posto dove si andava per farsi barba e capelli ma anche per stare un po’ insieme, scambiare due parole, ci si sentiva a casa. Una persona buona, generosa, legata a questa terra e alla sua gente con un affetto semplice e vero, senza tanti fronzoli. Quel pragmatismo sano, quella schiettezza che non conosce mezze misure, quella disponibilità che non si negava mai a nessuno: questo lascia a chi lo ha conosciuto. Talamona non lo dimenticherà».

Anche il sindaco di Talamona Davide Menegola lo ha conosciuto bene. Sergio Cian, 80 anni, è stato “ul barber” per antonomasia nel paese della Bassa Valle. I talamonesi nel 2021 hanno salutato, professionalmente, il loro parrucchiere, quello con la P maiuscola, quando era andato in pensione. Lunedì, invece, è toccato all’addio stretti alla moglie Dina, ai figli Maurizio, Alessandro (che a Talamona è vicesindaco) e Davide, insieme agli amati nipoti Alice, Noemi e James. Dopo avere fatto barba e capelli a generazioni di talamonesi, cinque anni fa passò le forbici al nipote Mario Gaggini. Dopo 62 anni, aveva lasciato il suo amato mestiere. Ben più di un semplice lavoro. Una passione vera che ha fatto di lui un maestro d’arte dopo gli studi all’accademia regionale per parrucchieri. Un mestiere che ha tramandato nella manualità e nell’estetica agli studenti ai quali ha quali ha insegnato a Lecco e Sondrio nelle scuole per parrucchiere. Chi non conosce la sua storica bottega nel cuore di Talamona, in piazza IV Novembre?. Non solamente un negozio ma un luogo di incontri e racconti, una piazza nella piazza, frequentato non solamente dai compaesani, ma da clienti provenienti da tutta provincia, e anche dal Milanese. Da giovane ha partecipato a diversi concorsi e a eventi in giro per lo Stivale.

«Fra i vari aneddoti ricordo quando mi raccontava del taglio di capelli a Renato Zero – ci ha ricordato il figlio Alessandro -. Il suo mestiere è sempre stata la sua vita insieme con la famiglia ed è sempre stata una passione vera. La dedizione l’ha trasmessa anche a noi figli, anche per noi il lavoro è qualcosa di serio in cui bisogna impegnarci». Un’arte e un mestiere che “Il Cian” ha portato avanti sino al periodo del Covid che ha comportato anche chiusure per i parrucchieri, ma mai separazioni definitive. Perché i clienti o meglio gli amici - clienti di Cian non hanno mai tagliato il cordone con il loro barbiere. Ora per Sergio è arrivato il momento dei saluti, carichi di testimonianze e di affetto.« A me e ai miei fratelli ha insegnato i valori della famiglia, del lavoro, il rispetto e l’amicizia» - dice Alessandro. E ancora: «Per cinque anni ha combattuto contro il cancro con una forza incredibile. Ed è stato una spalla fondamentale per mia mamma Dina. Si è rimesso in gioco, imparando a fare tante cose mai fatte prima: cucinare, fare la spesa, gestire la casa. Oggi il vuoto è grande, più grande è la gratitudine per avere avuto un padre così».

© RIPRODUZIONE RISERVATA