Morbegno: insulti via social alla Polizia locale. «Pronti a difenderci»

Pioggia di commenti contro agenti e comandante dopo i vandalismi. Il sindaco: «Alcuni hanno già deciso di scusarsi pubblicamente»

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Morbegno

La questione è sfuggita di mano ai leoni da tastiera, così Comune e polizia locale prendono provvedimenti. La cattiva informazione, il facile copia incolla o l’irrefrenabile istinto da bassi commenti virtuali non sono certo,purtroppo, una novità. Questa volta però la cosa non è passata inosservata in Bassa Valle dove in queste settimane si sono concentrati una serie di atti vandalici e furti che hanno reso delicato, anche mediaticamente, il tema sicurezza. Così dopo la diffusione di messaggi offensivi e denigratori nei confronti degli agenti del comando associato di Morbegno, l’amministrazione comunale e il vertice della polizia locale hanno deciso di intervenire con una posizione congiunta, richiamando al rispetto dei limiti tra critica e aggressione verbale e annunciando possibili azioni nei confronti degli autori dei contenuti più gravi.

«Ci sono già persone che hanno scelto di scusarsi pubblicamente, anche sui social – spiega il sindaco Patrizio Del Nero – ma situazioni di questo tipo non devono ripetersi, perché rischiano di degenerare e creare un clima non più accettabile». Il primo cittadino parla di una dinamica che si sviluppa spesso dietro l’anonimato o la distanza dei social, definita come «fenomeni di esaltazione e mitomania dietro una tastiera», che finiscono per travalicare il diritto di critica e trasformarsi in attacchi personali.

«La libertà di espressione è un principio fondamentale – aggiunge – ma non può mai diventare un alibi per insulti o per la mancanza di rispetto verso chi svolge un servizio pubblico». Parallelamente è arrivata anche la presa di posizione formale del comandante del corpo della polizia locale della bassa Valtellina. Il commissario capo Salvatore Gitto in una nota ha richiamato con fermezza i cittadini al rispetto delle norme e delle responsabilità individuali anche in rete ricordando che «la libertà di espressione non autorizza in alcun modo insulti, minacce, diffamazioni o campagne d’odio verso pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni».

E sottolineando come questi comportamenti possano integrare ipotesi di reato previste dal codice penale. Nella comunicazione viene inoltre ribadito che i social network non costituiscono «zone franche e che ogni contenuto pubblicato lascia tracce e comporta conseguenze giuridiche». Gitto difende l’operato quotidiano degli agenti impegnati sul territorio, ricordando che eventuali contestazioni devono essere presentate «nelle sedi opportune e con strumenti previsti dalla legge, senza degenerare in attacchi personali». Il comando ha infine annunciato di riservarsi «ogni iniziativa a tutela dell’immagine dell’ente e del personale coinvolto».

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