Cronaca / Sondrio e cintura
Domenica 30 Agosto 2026
Alpe Piazzola tra festa e memoria: il ricordo di Christofer commuove la montagna
Grande partecipazione alla 47ª edizione della manifestazione di Castello dell’Acqua tra giochi, musica e tradizione
Lettura 2 min.Castello dell’Acqua
Festa è stata a tutti gli effetti con tantissima gente che è voluta arrivare fino ai 1200 dell’Alpe Piazzola a Castello dell’Acqua dove si è tenuta la tre giorni di giochi, animazione, buon cibo e musica, promossa dai volontari del consorzio Alpe Piazzola. Ma è stato anche il momento del ricordo - commosso e senza retorica – di Christofer Rainoldi, il giovane valtellinese morto, il marzo scorso, sotto la valanga, al confine fra Canada e Alaska. Ed è da questo momento che partiamo con le parole pronunciate da Sandro Bambini, presidente del consorzio, che ha ricordato «chi alla festa aveva lasciato un segno come aiutante e partecipante. Christofer, peraltro, era legato a filo diretto al consorzio, perché suo nonno, Bruno Rainoldi, è stato un presidente e fondatore del consorzio. A Bruno si illuminavano gli occhi quando parlava del nipote».
Bambini ha fatto un discorso sul valore del ricordo «nei momenti allegri e in quelli bui», sulla necessità di andare avanti, «raccogliendo la forza di chi è rimasto», seppure spesso ci si chieda «perché sia toccato proprio a lui». Christofer era una «persona solare e piena di energia e credo che proprio questa energia la desse anche agli altri con generosità. Ci ha lasciato prima del tempo, è vero, ma ricordiamolo, evitando le banalità o le parole di convenienza. Tante volte è meglio il silenzio rispettoso». Un silenzio che ha attraversato quanti hanno ascoltato il sentito discorso di Bambini. Dunque non è stonato parlare anche dell’allegria con cui la festa all’Alpe Piazzola è stata organizzata nei giorni scorsi e che ha impegnato non poco i volontari fra il montaggio delle strutture, che devono essere allestite da zero tutti gli anni, la conduzione della manifestazione stessa e, alla fine, lo smontaggio e la pulizia dell’Alpe.
«La festa è andata molto bene anche quest’anno con partecipanti arrivati anche da da lontano come due ragazzi argentini, ma anche da Padova, Roma e Firenze – afferma Federica Grosina, una delle organizzatrici -. La prima sera è stata funestata dal temporale, ma la gente non è mancata e la musica ha fatto il resto. Una delle attività apprezzate è la tradizionale “Sgambata dell’amicizia”, con il 21esimo Trofeo alla memoria di Adriano e Renato, che ha registrato circa ottanta partecipanti. Simpatica la stima di peso del formaggio che, poi, andava a chi arrivava più vicino al peso reale. E, ancora, tantissimi giochi come il lancio dell’uovo che piace sempre molto oppure il torneo di Scala 40. Abbiamo promosso anche un torneo di pallavolo a tre e ci fa veramente piacere notare quante persone vengano in quota per giovare. Abbiamo avuto, infatti, l’iscrizione di ben sedici squadre. E, ancora, il torneo di freccette o il “bidone meccanico” che l’anno prossimo chiameremo cinghiale meccanico, un gioco di equilibrio e abilità. L’ultima sera la pioggia ha spento un po’ la serata in anticipo, ma la gente è rimasta per l’estrazione della lotteria. Infine piatto forte sono proprio i piatti fra pizzoccheri, polenta e altre golosità». E da parte di Sandro Bambini sono arrivati i ringraziamenti ai volontari che si impegnano ogni anno per la festa, arrivata nel 2026 alla 47esima edizione.
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