Assolto professionista accusato di molestie da una ragazza

Finisce l’incubo per un 45enne della bassa valle finito a processo per la denuncia di una giovane che frequentava la stessa palestra

Morbegno

Era accusato di violenza sessuale per aver accarezzato i glutei di una ragazza mentre si trovava in una palestra del mandamento di Morbegno, ma il Tribunale di Sondrio, in composizione collegiale, lo ha mandato assolto.

Si è conclusa positivamente per lui la vicenda in cui un professionista, residente in Bassa Valle, era finito nei guai nel mese di dicembre del 2024 e che lo ha visto convocato in Tribunale per esser giudicato dopo soltanto poco più un mese dal fatto contestato (alla faccia della giustizia lenta, non certo a Sondrio nonostante le forti carenze di personale negli organici amministrativi...), ossia a gennaio del 2025. L’accusa, sostenuta in aula dal pubblico ministero Daniele Carli Ballola, aveva chiesto la condanna del professionista alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione, ma il Collegio penale (presidente Carlo Camnasio, a latere i giudici Francesca Palladini e Giulia Estorelli) ha accolto la tesi sostenuta dai due difensori, entrambi presenti a tutte le udienze, avvocati Giulio Speziale con studio a Morbegno e il penalista Francesco Romualdi con studio professionale a Sondrio, assolvendo l’imputato.

Il processo, che si è articolato in alcune udienze, si è svolto a porte chiuse e sulla vicenda poco è trapelato. A suo tempo il professionista, oggi di 45 anni, era finito sotto inchiesta in quanto un giorno aveva particolarmente preso di mira la giovane, all’epoca neo maggiorenne, che frequentava la stessa palestra. Alcune parole di apprezzamento di troppo sull’aspetto fisico della ragazza, sino al punto di sedersi su una sedia alle sue spalle per osservarla da vicino, mentre la diciottenne si teneva in forma usando il tapis roulant. Poi, al momento di lasciare la palestra, quella scellerata mossa di allungare le mani sul fondoschiena di lei che non gradì per nulla.

Si rivolse all’avvocato Lorena Mentasti di Morbegno per essere tutelata. Scattò un’inchiesta per il reato previsto dall’articolo 609 del Codice penale (violenza sessuale). I carabinieri della caserma di Morbegno si recarono nella struttura per vedere, in primo luogo, se fosse dotata di un impianto di videosorveglianza e una volta appreso che le telecamere c’erano si provvedette all’estrapolazione dell’eventuale video sull’episodio che, in effetti, c’era.

La ragazza, all’epoca, raccontò ai gestori di essere stata molto scossa dall’accaduto e che aveva deciso di non più frequentare l’ambiente, temendo di rivedere quell’uomo molesto che dopo le frasi sessiste l’aveva toccata, secondo il suo racconto: «Non torno anche perché devo concentrarmi per gli esami di maturità», raccontò. E, poco dopo, anche il querelato rinunciò a tornare. Le indagini furono rapide e subito venne disposto il processo, fissato con rito immediato, sino alla fresca sentenza di assoluzione.

«Siamo ovviamente soddisfatti del nostro lavoro e dell’esito processuale – hanno dichiarato al termine gli avvocati Francesco Romualdi e Giulio Speziale –. Il nostro assistito, che ha subìto un trauma emotivo per l’accusa nei suoi confronti, può finalmente ricominciare a pensare al proprio futuro con maggior tranquillità».

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