Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 06 Maggio 2026
Caso Molinari, ancora rinvio: l’udienza salta per vizi di notifica
Nuovo stop per il “caso Molinari”, il maxi procedimento con 38 imputati e 168 capi d’accusa che coinvolge il mondo scolastico provinciale. L’udienza preliminare è stata rinviata per un errore nelle notifiche alle parti. Prossima tappa il 20 maggio, ma la decisione finale è attesa non prima dell’autunno
Sondrio
Niente di fatto. Vizi di notifica, cioè il mancato invio della nuova convocazione alle parti, ha mandato a monte anche l’udienza preliminare numero 13, tenutasi questa mattina, dedicata al “caso Molinari”, il procedimento aperto per peculato, concussione, turbata libertà degli incanti, induzione indebita a dare o promettere utilità, che investe in pieno il mondo della scuola provinciale e che conta 38 imputati, 108 parti offese per un totale di 168 capi di imputazione.
Udienza che, tra l’altro, ironia della sorte, si era già tenuta il 15 aprile scorso, con tanto di richieste di rinvio a giudizio o di proscioglimento formulate dal pubblico ministero, Giulia Alberti, salvo poi essere dichiarata nulla su istanza di Stefano Di Pasquale, difensore di Fabio Molinari, ex direttore dell’Ufficio scolastico provinciale e imputato numero uno nella vicenda. L’avvocato Di Pasquale, come gli altri colleghi, si era presentato in aula per assistere all’udienza regolarmente, ma dal momento che venivano vagliate nello specifico solo le posizioni degli imputati che non avevano chiesto riti alternativi, a tutti gli altri era stato chiesto di lasciare l’aula su istanza presentata dal pubblico ministero e raccolta dal giudice, Fabio Giorgi.
Di Pasquale, il 22 aprile scorso, nell’udienza in cui ha reso dichiarazioni spontanee anche Fabio Molinari, è intervenuto per eccepire la nullità della precedente convocazione per violazione del proprio diritto alla difesa in quanto, dice «era mio pacifico diritto poter assistere alla discussione delle parti», il pm stesso ha riconosciuto la fondatezza della sua eccezione e si è associato, per cui il giudice ha dichiarato nulla l’udienza ricalendarizzandola per la giornata di ieri. Dove è andata buca un’altra volta. Alcune delle otto parti e dei relativi difensori erano presenti, ma altri no, perché nel ricalendarizzare le date non si è provveduto ad inviare la nuova notifica alle parti.
Ergo, l’udienza è stata rinviata un’altra volta e fissata per il 20 maggio prossimo, quella che, fino a qualche settimana fa, doveva essere la data decisiva, quella in cui si chiudeva il cerchio col giudice Fabio Giorgi ad esprimersi in ordine ai rinvii a giudizio o meno o all’accoglimento o meno dei riti abbreviati. Invece, la data ultima si è spostata più in la di qualche mese. Perché dopo l’udienza del 20 maggio se ne terrà una successiva il 26 giugno, per vagliare le richieste di rito abbreviato, per tornare in aula, si spera per l’ultima volta, il 25 settembre. Il tutto considerato che la fase preliminare del mega procedimento è partita il 13 giugno del 2024.
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