Deficit neve in quota: si teme per l’estate

Il primo bollettino Riserve idriche di Arpa Lombardia di maggio parla di un -69,2% di disponibilità. Si confida nei contributi delle ultime giornate di maltempo, anche se la situazione critica appare già marcata

Sondrio

Le riserve idriche del bacino dell’Adda? Contraddistinte, ancora una volta, dal segno meno.

In attesa di sapere come e quanto le recenti precipitazioni abbiano inciso sulla disponibilità di acqua in provincia, la situazione si conferma abbastanza allarmante: stando all’ultimo bollettino di Arpa Lombardia, pubblicato il 7 maggio, con 412,7 milioni di metri cubi complessivi si ha un -54,4% rispetto alla media del periodo 2006-2025, pari a 906 milioni.

A preoccupare, in particolare, è il dato relativo al cosiddetto “Swe”, ovvero “Snow water equivalent”, il valore che considera il volume di manto nevoso disponibile sottoforma di acqua. Se storicamente all’inizio di maggio i milioni di metri cubi attestati sfioravano i settecento (696,4, per l’esattezza), oggi siamo ad appena 214,3. In altre parole, il deficit supera abbondantemente i due terzi, con un preoccupante -69,2% rispetto alla media.

Non conforta nemmeno il paragone con il minimo storico, che è pari a 148,1 milioni di metri cubi: tale soglia, insomma, non è così lontana. C’è da sperare nell’apporto delle recenti nevicate in montagna e, in generale, delle recenti giornate di maltempo. Certo è che, fin da ora, la prospettiva per la prossima estate non sono delle migliori. La parola d’ordine sarà, dunque, prudenza.

Dando un’occhiata alle altre voci che compongono il totale delle riserve idriche dell’Adda, a inizio mese - secondo il bollettino emesso da Arpa Lombardia - 48,8 erano i milioni di metri cubi negli invasi artificiali, circa un terzo in meno (-27,2%) rispetto ai 67 di media attestati nel ventennio preso in considerazione.

Per quanto riguarda il contributo nel Lario, invece, il dato in questo caso è positivo, secondo un trend già avviato da alcune settimane. Il dato più recente parla di 149,7 milioni di metri cubi, ossia il 5% in più dei 142,5 registrati in media tra il 2006 e il 2025.

Prendendo in considerazioni le singole componenti, «rispetto alla settimana precedente il volume invasato nel lago di Como è aumentato (+14.4%), lo “Swe” è diminuito (-15.4%) e il volume invasato negli invasi artificiali è aumentato (+21.1%)», secondo l’analisi degli esperti di Arpa.

Allargando lo sguardo al resto della regione, la situazione non si discosta di molto. Anzi, nel complesso, per quanto riguarda il manto nevoso la criticità complessiva è pure più marcata di quella in provincia di Sondrio e nell’alto Lario: -71,9% di riserva rispetto al periodo considerato, con 452,4 milioni attualmente disponibili a fronte del miliardo e 612 milioni della media 2006-2025.

Negativa anche la differenza per ciò che concerne gli invasi, con un -16,2% derivato dal confronto tra gli attuali 216,2 milioni di riserva idrica a fronte dei 258,2, dato storico di riferimento.

Nel complesso in Lombardia vanno meno bene le cose anche per i grandi laghi: ora siamo su un complessivo -4,4%, con 932 milioni di metri cubi confrontati con i 974,8 del periodo 2006-2025.

Tutto ciò considerato, stando al bollettino del 7 maggio il deficit in regione è pari al -43,7%, con un miliardo e 600 milioni di acqua disponibile a fronte dei quasi tre miliardi (2.845 milioni) della media storica.

Giovedì saranno pubblicati i nuovi dati e si potrà capire come evolve la situazione, in attesa delle decisioni che il 20 maggio saranno assunte nel corso del Tavolo regionale permanente per l’utilizzo della risorsa idrica.

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