Maturità, bene così: «C’è più chiarezza senza dispersione»

Istruzione. Cauto ottimismo tra i presidi in provincia. Meno materie (e meno commissari): saranno quattro. «Discipline scientifiche e umanistiche ben distribuite»

Sondrio

In attesa dell’ordinanza ministeriale che definirà nel dettaglio struttura e modalità dell’esame, tra i dirigenti scolastici delle scuole superiori del territorio si respira un clima di cauto ottimismo verso la nuova maturità: meno dispersione, più chiarezza e un ritorno a una struttura del colloquio orale - su quattro discipline - che, secondo i presidi, potrebbe aiutare studenti e commissioni a concentrarsi maggiormente sulla sostanza del percorso scolastico. Le prime indicazioni sembrano andare nella direzione di un ritorno a un impianto più tradizionale, con alcune novità che vengono lette positivamente sia dagli addetti ai lavori sia, almeno in parte, dagli studenti.

Tra gli elementi più apprezzati spicca la scomparsa del documento iniziale, finora predisposto dalle commissioni per avviare il colloquio orale, ritenuto in alcuni casi fonte di disorientamento. Al professionale Caurga di Chiavenna, il dirigente Massimo Minnai registra segnali incoraggianti: «Le reazioni degli studenti sono piuttosto positive, sia per la riduzione delle materie d’esame sia per la scelta delle discipline esterne, italiano e inglese. Sembra un ritorno alla tradizione, dopo anni di sperimentazioni più innovative». Per gli istituti tecnici e professionali, sottolinea Minnai, «resta centrale anche il peso del colloquio legato alle esperienze che valorizzano il rapporto tra scuola e mondo del lavoro».

Più prudente, ma sostanzialmente in linea, il giudizio di Massimo Celesti, dirigente dell’Itt Mattei di Sondrio: «La riduzione del numero dei commissari servirà soprattutto a facilitare il loro reperimento, diventato sempre più problematico negli ultimi anni - osserva -. Non credo però che questo aspetto arricchisca di per sé l’esame». Per quanto riguarda le materie, Celesti evidenzia come, pur con un numero ridotto, sia stata mantenuta la struttura portante: due scritti, italiano e una disciplina di indirizzo, e all’orale la conferma dell’inglese.

«È inevitabile che l’ultima materia sia un’altra disciplina caratterizzante - aggiunge -. In passato, per molti indirizzi, le materie coinvolte potevano arrivare a tre o quattro. La scomparsa del documento iniziale riporta l’orale in un quadro più consolidato e potrebbe favorire gli studenti più emotivi o meno portati alla discussione. Attendiamo comunque l’ordinanza per avere elementi di valutazione più completi».

Dal fronte dell’istituto di istruzione superiore Pinchetti di Tirano, la dirigente Rossana Russo legge la riformulazione dell’esame come un tentativo di recuperare profondità e complessità nel colloquio. «La breve introduzione iniziale dello studente sul proprio percorso personale e scolastico restituisce, seppur in modo sintetico, l’originalità di ciascun ragazzo - spiega -. La riduzione delle discipline e l’eliminazione del documento iniziale sono state viste positivamente».

Anche dal polo liceale Città di Sondrio arrivano valutazioni complessivamente serene. La dirigente Giovanna Bruno sottolinea come la scelta delle materie per le prove scritte non riservi sorprese: «Sono state privilegiate le discipline di indirizzo: latino al classico, matematica allo scientifico, scienze umane e diritto all’economico, inglese al linguistico, come già lo scorso anno». Positiva anche la distribuzione tra area umanistica e scientifica e, per l’orale, la forte presenza della storia, «ritenuta utile per l’analisi della realtà contemporanea e come supporto all’italiano», pur con il rammarico per l’assenza della filosofia che non è presente in nessun liceo come disciplina del colloquio. «Con quattro materie sperimenteremo sul campo - conclude -. Quando arriverà l’ordinanza capiremo meglio come organizzare orali e simulazioni. Nessuna rivoluzione: i ragazzi possono affrontare l’esame con serenità, continuando a studiare come hanno sempre fatto».

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