Cronaca / Sondrio e cintura
Sabato 18 Aprile 2026
Sondrio, le sfide di oggi secondo Ernesto Preziosi
Nel corso di un incontro promosso da diverse realtà cattoliche della provincia di Sondrio, lo storico ed ex parlamentare Ernesto Preziosi ha offerto una riflessione lucida sulla crisi della democrazia italiana e sul ruolo dei cattolici nella vita pubblica
Sondrio
Partecipato incontro presso la sede di Confartigianato Sondrio con lo storico e già parlamentare Ernesto Preziosi, promosso da un gruppo di organizzazioni d’ispirazione cristiana della provincia di Sondrio (UCID, Fondazione Melazzini, ACLI, CISL, Confartigianato, Azione Cattolica e Servizio per la Pastorale Sociale).
Ad accogliere il direttore del Centro di Ricerca e Studi Storici e Sociali, vicepresidente nazionale dell’Azione Cattolica e docente dell’Istituto Giuseppe Toniolo (ente fondatore dell’Università Cattolica), il padrone di casa Gionni Gritti che da tempo focalizza l’attenzione su giovani, impresa e territorio interrogandosi sul futuro della Valtellina.
“Una grande opportunità avere con noi Preziosi per riflettere sul valore della democrazia evidenziato nel suo libro “Da Camaldoli a Trieste” che traccia il lungo cammino dei cattolici verso la democrazia”, ha esordito Alfredo Bertolini presidente Ucid Sondrio che ha lasciato poi la presentazione dell’illustre ospite a Chiara Pozzi, “amica di cordata” legata da stima ed affetto. E Preziosi lancia subito il suo monito su un mondo che soffre di mancanza di pensiero e su un’Italia stigmatizzata dal rapporto del Censis del 2022 come un Paese con una scuola “senza studenti”, una sanità “senza medici”, una politica “senza cittadini” e una chiesa “senza cristiani”, un Paese che al di là di scie di eccellenza mostra grande fragilità e arretratezza in una sorta di declino nazionale che soggiace a un “sonnambulismo” sia delle classi dirigenti sia della “maggioranza silenziosa” degli italiani. Una democrazia dunque sempre in cammino, da costruire giorno dopo giorno con impegno, per sfuggire all’individualismo e alla violenza a cui non ci si può assolutamente assuefare.
Il relatore ha sfondato poi le porte di democrazie “illiberali” o “malate” ripercorrendo le tappe del cammino cattolico verso la nascita della democrazia, dalla sua assenza sul fronte politico alla nascita di un partito “aconfessionale” di Don Luigi Sturzo fino a De Gasperi e Moro e all’ “apertura a sinistra” per allargare le maglie di una vera democrazia. Il saggio di Preziosi “Da Camaldoli a Trieste. Cattolici e democrazia: per continuare il cammino” che traccia un arco ideale che parte dal “Codice di Camaldoli” del 1943 – che pose le basi per la Costituzione – e arriva fino alla 50a Settimana Sociale di Trieste del 2024, offre una preziosa riflessione storica e sociologica sull’apporto dei cattolici alla costruzione della democrazia italiana proponendo al contempo un’analisi lucida sulle sfide attuali della partecipazione civile e del bene comune.
Quale eredità hanno lasciato i cattolici alla democrazia italiana e quale sfida li attende nel prossimo futuro? L’opera analizza come il cattolicesimo democratico abbia saputo interpretare le trasformazioni sociali del Paese, sottolineando la necessità di una rinnovata partecipazione dei cattolici alla vita politica e civile, in un’epoca segnata da una profonda crisi della democrazia rappresentativa e dall’aumento dell’astensionismo. L’invito finale pressante è quello di farsi “lievito” nell’umile pretesa di fare la propria parte pur esulando da interessi partitici, mettendosi insieme per realizzare il bene del Paese.
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