Cronaca / Sondrio e cintura
Martedì 03 Marzo 2026
Sondrio, truffa del dentista via Whatsapp: anziana non cade nel tranello
Una signora di Sondrio ha riconosciuto il raggiro. I malviventi si spacciano per familiari bisognosi di denaro
Sondrio
«Ciao, potresti prestarmi 780 euro? Devo pagare urgentemente il dentista e ho problemi con la carta. Te li restituisco stasera». Un messaggio arrivato su Whatsapp nel primo pomeriggio di lunedì a una donna di Sondrio, apparentemente inviato dal figlio. Una richiesta che, a una prima lettura, avrebbe potuto sembrare plausibile. Ma la destinataria non si è lasciata ingannare, evitando quella che è solo l’ultima di una serie di truffe online che in questi giorni stanno colpendo il territorio, la cosiddetta “truffa del dentista”. Il raggiro si basa sulla compromissione dell’account Whatsapp di una persona reale, spesso un familiare o un amico, e sull’invio di richieste di denaro ai contatti presenti in rubrica.
«Erano da poco passate le 14 quando ho ricevuto il messaggio da uno dei miei figli - racconta la signora, che per ragioni di privacy chiameremo Marialuisa, nome di fantasia -. Sono rimasta sorpresa, anche perché il modo di scrivere non era il suo». Senza esitare, ha risposto con un secco «non sono mica fessa», quindi ha rincarato la dose chiedendo di inviarle «l’Iban per procedere al bonifico». Dall’altra parte, però, nessuna replica. Solo silenzio, segno evidente che dietro quello schermo non c’era il figlio, ma un truffatore. L’episodio, tuttavia, non si è fermato lì. «La cosa curiosa - prosegue - è che lo stesso messaggio è arrivato anche a mio marito, ad altri due figli e a una nostra conoscente». Tutti contattati dallo stesso numero, in realtà clonato. «Fortunatamente nessuno è caduto nella trappola». Prima di qualsiasi trasferimento di denaro, hanno telefonato direttamente al vero intestatario del profilo, scoprendo così il tentativo di frode.
Il copione è ormai collaudato. La vittima riceve una richiesta urgente di denaro da un contatto conosciuto. L’importo è quasi sempre simile, attorno agli 800 euro, e la motivazione fa leva su un imprevisto credibile, come una spesa medica da saldare con urgenza, accompagnata dalla promessa di restituzione “entro sera”. In alcuni casi viene fornito un Iban o un link per effettuare il pagamento. Secondo le ricostruzioni, i malintenzionati riescono a impossessarsi dell’account di una prima vittima, ottenendone il pieno controllo. Da lì partono i messaggi a raffica verso tutti i contatti salvati in rubrica, sfruttando la fiducia e l’emotività di chi legge. La convinzione di aiutare una persona cara può in realtà indurre ad agire in fretta, senza verifiche. Sul proprio sito, la Polizia postale invita a non fidarsi delle richieste di denaro ricevute via chat e a verificare sempre contattando direttamente la persona interessata, preferibilmente tramite una chiamata o un canale diverso. Fondamentale anche attivare la verifica in due passaggi su Whatsapp, che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza all’account. In caso di sospetto, è consigliato segnalare e bloccare il messaggio dall’app e avvisare tempestivamente il contatto coinvolto, così da limitare i danni e prevenire ulteriori raggiri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA